La Pubblicità per le PMI

La Pubblicità per le PMI

Caro imprenditore ho pensato di proporti una sorta di “viaggio” nel mondo della Pubblicità di ieri e di oggi, per farti capire meglio come si sia sviluppata e cambiata rapidamente, e che tipo d’investimento attuare in base, non solo alle tue esigenze, ma anche alle tue capacità di spesa.

Insomma sottopongo alla tua attenzione una mini guida, una sorta di vademecum, che possa aiutarti a capire meglio questo strumento estremamente importante per promuovere il tuo marchio e i tuoi prodotti, soprattutto oggi, che le cose sono cambiate e molte “se ne sentono dire” su tale argomento,  da creare spesso talmente tanta confusione, che alla fine ti viene da concludere che è meglio non fare alcun investimento in tal senso, e lasciar stare.

Al contrario, questo atteggiamento non può che essere negativo per te e la tua azienda, basta semplicemente fare chiarezza sull’argomento, e tenere sempre presente quale è il tuo obiettivo: far conoscere il tuo Brand e i tuoi prodottiper vendere!

Bene, detto questo si parte verso un viaggio interessante!

Quando e come è nata la Pubblicità?

Devi fare un vero e proprio salto nel passato, per scoprire a che periodo risalgono le prime scritte pubblicitarie, sono sicuro che ti stupirò nel dirtelo: ebbene all’era pompeiana!

Incredibile vero? Già, è proprio così! Sui muri delle case romane del periodo, si trovano ancora ben visibili delle scritte promozionali rivolte, ad esempio, all’esortazione al voto verso candidati politici, oppure dei calendari con la programmazione di feste, ma si trovano anche le prime insegne delle botteghe, in particolare quelle relative alla lavorazione della stoffa.

Davvero stupefacente come erano assai avanti sin d’allora!

Ma è con l’invenzione della stampa che tutto si evolve, con la produzione dei primissimi volantini!

Ti avevo già accennato all’argomento parlando nel mio Blog dei testimonial, e che fu proprio il grande Poeta Gabriele D’Annunzio il primo a creare slogan pubblicitari per marchi come Oro Saiwa, utilizzato fra l’altro  ancora oggi ( “ Il mattino ha l’oro in bocca”, ricordi?) o a dare nomi ad aziende importanti quali, per citarne una famosissima fra le tante, La Rinascente!

Insomma la Pubblicità esiste da sempre!

Ora ti starai chiedendo: Quale è il suo scopo?

Il suo scopo è il tuo obiettivo, ovvero quello di far conoscere, diffondere il tuo Brand, il tuo Logo, i tuoi Prodotti!

Questo detto in “ parole povere”, ma,  in un linguaggio decisamente più tecnico relativo all’argomento, la pubblicità è un modo di comunicare utilizzando degli slogan, delle réclame, ovvero attraverso dei messaggi incisivi, che i vari media devono prendersi carico di diffondere attraverso le loro reti ( TV, radiogiornaliriviste e oggi anche, e qualcuno aggiungerebbe soprattutto, attraverso internet).

Con la Pubblicità si deve riuscire a persuadere le persone , a convincerle del valore del tuo Brand/Prodotto; serve a sedurre la tua audience, in modo non ingannevole. Serve anche a far seguire uno stile di vita, o comportamento, che il messaggio pubblicitario sta offrendo ai loro occhi in quel momento, e che rappresenta appunto il tuo Marchio/Logo/Prodotto.

Ci tengo a sottolinearti, oggi più che mai dove il Garante per la Privacy veglia su di noi “come un falco”, che la Pubblicità non deve in alcun modo essere, come menzionato poco fa, ingannevole o nascondere dei messaggi “nocivi” all’uomo, oppure nascondere determinate informazioni che devono essere messe a conoscenza del consumatore in modo obbligatorio ( vedi, ad esempio, tutte le multe prese dalle compagnie di Telecomunicazione solo nell’ultimo anno e mezzo, per aver occultato nelle loro réclame, delle informazioni fondamentali inerenti la vendita).

Quindi la Pubblicità deve essere sì commerciale, ovvero avente il fine di promuovere il tuo brand/ prodotto sul mercato, ma in modo chiaro e corretto, cioè non illusorio appunto.

Naturalmente non sono solo le aziende ad utilizzare come mezzo di comunicazione la Pubblicità, anche lo Stato stesso quando vuole promuovere, mettere a conoscenza tutti i cittadini di determinate informazioni o attività, si avvale di questo mezzo di comunicazione, e diffonde il suo messaggio attraverso tutti i canali: da quello televisivo in primis, a quello radiofonico e anche su carta stampata ( principalmente su quotidiani o cartellonistica), e internet stesso ovviamente.

Ad esempio, basti pensare agli spot pubblicitari presenti in periodo di elezioni, che spiegano perché si va a votare e come si vota, ma le stesse Pubblicità Progresso ( ricordi? A volte “vittime” frequenti d’ilarità da parte dell’opinione pubblica con il “motto” al contrario, cioè “Pubblicità regresso”). Ma anche questo ti fa capire che in quel momento sta avendo un forte impatto sull’audience, e ha successo. Questa è una Pubblicità definita Pubblica, perché lo scopo, il suo fine, è appunto quello di diffondere un messaggio informativo ai cittadini, in merito ai loro diritti ma anche ai loro doveri.

Poi ci sono anche le Pubblicità aventi finalità di tipo sociale, come quelle promosse dalle associazioni a scopo benefico, il cui messaggio è la richiesta di aiuti, quindi un fine di tipo sociale importante.

La suddivisione per tematica ( commerciale – pubblica – sociale), e di conseguenza con mittenti altrettanto diversi, dovrebbe farti capire che sotto qualsiasi forma essa si presenti, la Pubblicità resta comunque e sempre un mezzo di comunicazione estremamente utile e rilevante, a discapito di quanto le varie statistiche, che poi t’illustrerò, in merito ai budget d’investimento al ribasso abbiano dimostrato per alcune categorie, in particolare quella dei settori relativi all’industria in genere.

Ma la verità è che la Pubblicità non è solo per e delle aziende, come ti ho appena illustrato, anche una Pubblica Amministrazione, o un Associazione Benefica possono investire nella Pubblicità, chiunque può farlo!

E questa ha sempre dei ritorni,e se non li ha è perché alla base non c’è un’identità aziendale chiara, oppure semplicemente il progetto o prodotto non interessano al pubblico, di conseguenza il ritorno non può esserci.

Certo l’investimento, ci tengo ancora a ricordartelo, deve esse sempre fatto in base al tuo budget di spesa!

Ed è qui che internet “entra in gioco”, ed é sicuramente essere un altro valido mezzo di comunicazione attraverso il quale inviare il proprio messaggio pubblicitario, a costi decisamente più contenuti!

L’Evoluzione della Pubblicità

Quando uno spot, un jingle, una réclame sono ben fatti, allora stai certo che raggiungeranno lo scopo di penetrare il tuo mercato di riferimento, il bacino di utenti che ti sei prefissato.

Sono sicuro che ricordi molti degli spot bellissimi creati negli anni ’70 e ’80: dalla “Milano da Bere”, al Maxi Bon, ai Cornetti Algida o alla pubblicità dei Levi’s jeans, di Mc Donald, SammontanaLa Cremeria con “ C’è Gigi?”, potrei continuare all’infinito ( te ne avevo anche già accennato nel mio articolo “ Un amore di testimonial 2.0”) .

Perché è questo lo scopo di una pubblicità: essere indelebile, rimanere impressa nella memoria delle persone, attraverso sensi quali la vista e l’ udito, essere persuasivi “giocando” con le parole e la musica, presentando scenari o situazioni estremamente accattivanti.

Dagli anni 60’ ad oggi, soprattutto in determinati settori, gli scenari pubblicitari sono cambiati drasticamente.

Prendiamo ad esempio il settore delle Telecomunicazioni : oggi non abbiamo più una sola azienda al monopolio della telefonia, sono lontani i tempi della famosa Sip ( oggi Tim/Telecom) e del tormentone della fanciulla al telefono col fidanzatino che diceva “ Mi pensi? Ma quanto mi pensi? Mi ami? Ma quanto mi ami?”. O addirittura di quando Massimo Lopez faceva da Testimonial alla già Telecom nel 1993, il cui slogan di allora era “Una telefonata allunga la vita!”.

Oggi si parla di internet, di velocità, di Mega Bite e Giga, perché è questo che deve rimanere impresso nella mente delle persone: chi propone l’offerta nel mare della concorrenza, cosa offre, quanto risparmia!

In questo contesto, che ci siano testimonial come George Clooney piuttosto che Patrick Dempsy , ad esempio ( giusto per citarne un paio),  ciò che conta sono l’offerta ad un prezzo concorrenziale, che visivamente i colori dell’azienda che propone ( come il rosso per Vodafone, oppure l’arancio per Wind, ad esempio) siano evidenti, siano un vero e proprio colpo d’occhio per chi li guarda.

Naturalmente la scelta che tu hai fatto alla base, cioè quella del nome del tuo Branddella sua storia, del Logo, quindi la sua forma, sono fondamentali. Se già dalla base, dalle fondamenta, questi elementi vengono a mancare , puoi creare le campagne pubblicitarie più strategiche ed intriganti che vuoi, ma a fatica riuscirai a rimanere impresso nella mente delle persone, a coinvolgere i consumatori, e quindi a farti seguire.

Ti faccio una serie di esempi pratici per capirci: il Marchio Levi’s ha una sorta di forma alla base del logo, sotto il nome, che ricorda proprio un fondo schiena !

Infatti il prodotto principale dell’azienda sono i pantaloni Jeans che devono fasciare bene il fondo schiena appunto ☺.

Ma vediamo anche un altro esempio interessante: c’è il Logo della famosissima Amazon:

La freccia indica un sorriso che rappresenta il voler soddisfare il cliente, mission che sta alla base dell’azienda Amazon, in più, se noti bene, collega la lettera A con la lettera Z, significa che su Amazon trovi tutto: “ Noi di Amazon abbiamo  qualsiasi cosa cerchi dalla A alla Z

Questi sono solo due esempi, altri ne puoi trovare in questo interessante e divertente articolo che trovi qui.

Se già il nome, il brand e il logo sono accattivanti, anche più del prodotto stesso, sei a metà dell’opera! Perché, come non mi stanco mai di ripeterti, coinvolgere il tuo potenziale cliente è la cosa più importante!

Anche il settore della auto è cambiato moltissimo in ambito pubblicitario!

Se ricordi, o comunque se vai a guardare vecchi spot riportati su Youtube, a partire dagli anni 60’ circa, sino agli inizi degli anni 90’ , le pubblicità delle auto, vuoi per il “boom” economico del periodo, vuoi per il progredire tecnologico, erano sempre rivolte alla famiglia, era il tema principale. Poi, l’automobile ha iniziato ad avere un ruolo diverso: non si aveva più solo un auto in famiglia, ma ben due, quindi status symbol.

Sempre più donne ormai guidavano, così l’utilitaria era diventata l’auto per la donna, alias la famiglia, mentre la berlina per l’uomo che lavora, e  si sposta molto.

Aumenta la realizzazione di più modelli, aumenta l’importazione anche dai paesi asiatici, come il Giappone, altamente concorrenziale nella sua offerta, oltre che nell’esportazione naturalmente. Si guarda alla linea, all’estetica e alla tecnologia.

Oggi le réclame delle auto sono molto eleganti, si lavora sulla scelta della musica e su immagini che mettano in risalto la bellezza della vettura, con le prestazioni della stessa, oltre al prezzo, o meglio, alle diverse modalità di acquisto, quindi alla convenienza.

Oggi la macchina, la bella macchina è per tutti! Questo è lo scopo delle loro pubblicità.

Come e quanto investire in Pubblicità?

Questa è una bella domanda che sicuramente ti poni alla fine di ogni anno, quando devi stilare il tuo nuovo business plan, alla luce del fatturato “macinato”.

Come già ti ho accennato all’inizio si sa che, come per la scelta di un testimonial, una PMI come la tua, o una micro azienda come può essere la tua o quella di un tuo collega imprenditore, non ha grandi budget, o meglio, puoi anche averli, nessuno ti impedisce di investire un ingente somma di denaro in pubblicità o in un testimonial, ma diciamoci la verità, é bene stare con i ”piedi per terra”, devi essere pratico e pragmatico. Poniti la domanda: “Per quelli che sono i miei obiettivi, investire circa 100 mila Euro in testimonial e pubblicità ne vale davvero la pena?”. Come primo step, ringraziando le nuove tecnologie, direi che farti pubblicità “ è cosa buona e giusta” ed è l’anima di un buon commercio, ma con un budget “onesto”,  e non fuori dalle tue possibilità.

Dicevo, grazie alle nuove tecnologie oggi puoi promuoverti a costi molto contenuti,  e i tuoi testimonial sono proprio i tuoi clienti, e non c’è niente di meglio!

Grazie ai social media hai la possibilità di farti conoscere, di promuovere il tuo Brand e i tuoi prodotti!

Se pensi che solo in Italia sono circa oltre 42 milioni le persone che ogni giorno si collegano ad internet e utilizzano i social media , praticamente quasi l’intera popolazione italiana!

Inoltre, sono già più di 3 milioni le PMI come la tua che ogni giorno investono una fetta del loro budget proprio per pubblicizzarsi su internet via web sitesocial media ecc.

Per tanto se non fai ancora parte di questo gruppo, ti consiglio d’iniziare!

Ma attenzione, anche in questo settore devi affidarti a chi è professionista del ramo, perché in caso contrario potresti non ottenere i risultati sperati.

Ricordati che gli utenti sono molto esigenti, e la concorrenza è molta ed è “spietata”! Per ciò non fare il tuttologo , o peggio non affidare questo compito a qualcuno in azienda che si occupa di altro. Affidati ad un professionista del settore o ad un’agenzia, parsimoniosi sì ma non lesinare sul far svolgere bene un lavoro, se vuoi che il risultato sia efficace!

Come già ti avevo spiegato sia nella mia Guida sull’e-mail marketingche negli articoli sull’importanza della realizzazione di un buon sito web, del visual merchandising e dell’e-commerce, attraverso i nuovi sistemi di analisi delle vendite e dei mercati, e ai moderni sistemi di reportistica, puoi essere in grado di quantificare quanto ti ha reso, in termini di ricavo, l’aver convertito un utente in cliente, proprio attraverso i vari sistemi di promozione o pubblicità on-line.

Prendiamo ad esempio la pubblicità, o meglio la campagna pubblicitaria ( perché di questo si tratta, di una vera e propria campagna) che puoi farti su un social media come Facebook. Hai la possibilità di visualizzare ma, soprattutto, di scegliere a quale target vuoi riferiti per la tua pubblicità, in pratica puoi scegliere a priori chi vuoi che la veda, e che venga raggiunto.

Puoi scegliere dove indirizzarla, cioè quali paesi toccare, e quando vuoi che questa venga visualizzata. Puoi scegliere la fascia di età degli utenti che ti interessano, il sesso, se studenti o lavoratori o entrambe, puoi sceglierli in base allo stato sociale e le loro passioni.

I costi di partenza per lanciare queste campagne sono generalmente davvero molto contenuti, l’importante è che il post( perché così viene chiamato in gergo tecnico ciò che pubblichi sulle pagine dei social media  ) sia efficace, quindi ben fatto, incisivo e con una bella immagine o video, e non fatto tanto per fare , ma realizzato bene, avente lo scopo di convertire i tuoi utenti in clienti ( i tuoi funnel).

Magari guardati le campagne di competitor, come quelle delle grandi aziende che, oltre ad investire ingenti somme nella pubblicità tradizionale, ne investono altrettante anche e soprattutto sulle campagne in  rete, come già te ne avevo parlato su un altro mio precedente articolo “Tutto L’e-shopping luccica” a proposito dell’ App di Adidas.

Inoltre, il fatto di poter comunicare direttamente con loro, gli utenti, in tempo reale, li rende i tuoi testimonial migliori in assoluto, non che di poter stringere un rapporto diretto con loro, di coinvolgerli maggiormente nel tuo brand e nel tuo prodotto.

Farli sentire sempre i protagonisti, porli al centro dell’argomento, infonde loro maggior sicurezza, che il messaggio pubblicitario che stai diffondendo é vero, è reale. In questo modo riesci ad infondere loro fiducia nei tuoi confronti,o meglio nei confronti del tuo brand/prodotto.

Sei in grado così di gestire tutte le situazioni: dalla più positiva a quella negativa, un customer care in tempo reale, appunto.

Ricorda però, non smetterò mai di ripetertelo: tutto questo deve essere fatto con cognizione di causa, cioè deve essere fatto in modo pianificato, organizzato, è importante che il messaggio pubblicitario che vai a trasmettere deve essere chiaro, integro nell’identità del tuo brand e del tuo prodotto, di quello che vuoi dire. Nulla deve essere lasciato al caso, se no diventa un mezzo che ti si ritorce solo contro. Non per niente i dati delle campagne devono essere letti e compresi da chi si occupa di questo, da un professionista, o, appunto, rischi un colossale flop!

Ma torniamo alla pubblicità tradizionale, classica, oggi detta off-line, ovvero gli spot TV, i jingle radiofonici, la  pubblicità su carta stampata .

La Pubblicità tradizionale, quella off-line, non sparirà, almeno per quanto riguarda réclame in televisione e radio, però c’è da dire che , nonostante si registri un calo secondo gli ultimi dati statistici, anche la pubblicità su carta stampata continua il suo percorso, in modo particolare la pubblicità sui magazine.

Che dire dei così detti volantini? Bé, ritengo che nonostante le nostre cassette della posta ne siano piene e non capisco il perché, questo tipo di promozione è denaro, alberi e carta sprecati.

Flayer o volantini, e  le brochure certo che servono per farsi pubblicità, ma da utilizzarsi nei giusti contesti! E’ materiale oltre che promozionale anche informativo che oggi va gestito in modo del tutto diverso. Ad esempio si utilizzano nei meeting, o quando si programmano incontri con nuovi clienti, durante un evento o fiera, ma non , per così dire, “gettati alle ortiche”, lasciati nelle casette delle posta, o in quelle con la scritta pubblicità, che poi vengono automaticamente cestinati, senza neanche essere letti.

O ancora, nel caso dei supermercati o ipermercati, i volantini con le promozioni del momento, possono essere consegnati direttamente all’ingresso del punto vendita, brevi mano al cliente. Anche questo può essere un altro modo di fare promozione/pubblicità senza spreco, o comunque dallo spreco certamente più contenuto.

Fortunatamente anche i punti vendita delle grosse catene alimentari si stanno adoperando nella creazione di App, per mantenere aggiornati i loro clienti non solo su promozioni e novità, ma anche in caso di spiacevoli inconvenienti quali, ad esempio, il dover ritirare temporaneamente dagli scaffali di vendita un determinato prodotto che presenta dei problemi, e comunicare così in modo immediato a coloro i quali ne fossero in possesso, di non utilizzarlo e restituirlo allo stesso punto vendita per il rimborso.

Quindi anche la App è un altro dei nuovi mezzi di comunicazione per vendere e promuoversi, pubblicizzarsi che puoi tenere in considerazione.

Attento anche qui ai costi, in quanto una App ben fatta richiede un budget alquanto consistente. Per tanto, prima di decidere , metti bene sul piatto della bilancia i pro e i contro, valuta di avere una disponibilità economica che non ti conduca poi a doverti affannare per andare avanti con le altre cose importanti che riguardano la tua attività. Piuttosto chiedi un finanziamento e rivolgiti a più progettisti per valutare idee e preventivi di costo.

L’agenzia Nielsen Italy ,che si occupa d’indagini di mercato e statistiche, a febbraio 2018 ha diffuso i dati relativi agli investimenti pubblicitari fatti dalle aziende, nell’arco di tempo che va dal 2008 al 2017.

Si parla di un periodo estremamente importante e delicato, se noti , in quanto tratta gli anni della crisi, ma nello stesso tempo che “ vanno a braccetto” con gli anni di maggior sviluppo tecnologico, perché contemporanei.

La ricerca riguarda investimenti pubblicitari fatti su TVradiocarta stampata e Web/internet, di quest’ultimo però non è stata considerata la search a pagamento, e nemmeno le campagne pubblicitarie che vengono realizzate sui social media.

Naturalmente, il primo dato emerso è quello relativo ad un calo d’investimento pari a 1,8 miliardi di euro, cioè – il 22,4 %, non c’è da stupirsi! Chi ha avuto la peggio è stata la povera carta stampata ( quotidiani e periodici) che si è totalmente dimezzata nell’arco di questi 10 anni, perdendo oltre 1 miliardo di euro!

Ma, a quanto pare, anche la televisione ha avuto le sue perdite, con un calo del 17,8%, mentre la radio, alternando periodi di alti e bassi, negli ultimi 3 anni è cresciuta rientrando nei valori, più o meno, dell’anno 2008 ma in flessione rispetto all’anno 2012.

Ed è qui che i “ricercatori” si pongono la domanda di dove siano andati a finire i soldi non più investiti in pubblicità da parte delle aziende, degli enti, ecc. Nielsen fa un’ipotesi: stima che ben 2,45 miliardi di euro siano finiti in investimenti in Rete, e il maggior investimento è stato fatto all’interno dei social media, guarda caso!

Ma, allor,a se oltre Oceano si registra un calo in pubblicità che mai si era visto così, negli ultimi 20 anni (https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-02-14/advertisers-tuning-out-tv-in-sign-of-trouble-for-media-companies) e che  probabilmente non si recupererà più, perché si continuano a produrre spot pubblicitari per la TV, che vengono trasmessi durante la messa in onda di programmi televisivi importanti ( tipo Sanremo in Italia), o eventi dalla portata economica sostanziosa ( tipo il Superbowl in USA) ?

Se noti, non ho menzionato a caso due programmi/eventi simbolo per il nostro paese come Sanremo, e per gli Stati Uniti il Superbowl.

Perché, c’è poco da dire, essere sponsor o produrre spot che vengano mandati in onda durante le pause dei programmi o lanciati durante l’evento stesso, ha il suo bel ritorno economico!

Per carità Sanremo non è il Superbowl, però i suoi numeri li fa, eccome!

A darcene la spiegazione è la stessa azienda televisiva di Stato italiana, la quale afferma che la messa in onda di uno spot durante il programma Sanremo, gli frutta ben il 5% in più di ricavo! ( a “mamma Rai”). E scusami se è poco! Perché, ovviamente,  viene fatto un mark up sul prezzo.

Pensa al tuo collega imprenditore che vi investe, quanto possa valere per lui il ritorno economico da un tale investimento.

Ovviamente, anche qui, la programmazione, come per tutte le cose, è strategica e fondamentale. Se il tuo spot lo fai andare in onda durante le prime 2 puntate, che hanno uno share di visione maggiore rispetto alle serate successive, e nell’orario più strategico ( fra le ore 21 e le ore 22 ), della durata di 30 secondi, si parte da una spesa che si aggira intorno ai 219 mila euro. https://www.wired.it/economia/business/2018/02/08/sanremo-2018-spot-pubblicita/

Sei svenuto? Spero di no.

Se decidi per una programmazione successiva alle prime 2 serate, il prezzo tende a scendere leggermente, tipo mini sconto.

Ti starai chiedendo come fai a scegliere quando mandare in onda il tuo spot? Semplice, è la stessa Rai che fornisce un elenco con gli spazi disponibili, e relativi costi durante quel programma.

E come già ti ho anticipato negli esempi sopra, secondo te a quali mercati possono appartenere le aziende che si “accaparrano” i primi posti?

Semplice, ai settori della telefonia ( bé, neanche a dirlo, lo sponsor principale di Sanremo è la Tim, guarda caso), poi ci sono le aziende alimentari e quelle automobilistiche. Ci tengo a precisarti che l’ordine di elencazione è del tutto casuale.

Mi sembra tutto molto lineare, che segue un filo logico perché, se ci fai caso, quando ogni giorno guardi la televisione, le varie réclame trattano soprattutto di automobilitelefonia,  telecomunicazioni, prodotti alimentari. E, guarda caso, sono anche le aziende con maggiore disponibilità economica.

Ovviamente per te che hai una PMI, investire una somma così corposa solo su uno spot da mandare in onda durante un programma televisivo di punta non conviene di certo!

Con un budget del genere a disposizione puoi veramente promuoverti in tutti i settori che le strategie di comunicazione ti offrono!

Sicuramente l’on-line può essere una valida soluzione, ma non l’unica, in quanto bisogna comunque essere consapevoli di quali siano le strategie di web marketing, come fare affinché funzionino, abbiano il torna conto sperato.

Ti porto un esempio interessante che ti farà riflettere. Negli Stati Uniti, tutte le aziende fanno a gara per investire buona parte del loro budget in spot pubblicitari da mandare in  onda durante il mega evento sportivo dell’anno, il famoso Superbowl appunto.

Fra queste, un’azienda  che si è fatta ampiamente notare, e ha promosso ancor di più il suo prodotto grazie alla sua creatività ( o meglio all’agenzia di pubblicità chi si occupa di “ gestire la sua creatività ed inventiva”), e che ora è fra i main sponsor del Superbowl: è la Oreo, produttrice degli omonimi biscotti al cioccolato.

Siamo nel 2013, anno che rimarrà nella storia sportiva non tanto per la partita in sé, ma quanto perché durante lo svolgimento della seconda parte della competizione, c’è stato un black out che per mezz’ora ha bloccato il Superbowl, oscurando i vari schermi televisivi che non potevano più trasmettere i loro spot pubblicitari.

Considerando il forte investimento economico, tale situazione poteva arrecare alle aziende sponsor dell’evento un gravissimo danno economico.

Fortunatamente però, nessuno si è perso d’animo, prima fra tutte proprio  la Oreo, che non si è fatta trovare assolutamente impreparata a tale situazione – non per niente, nella sede centrale della loro agenzia pubblicitaria, vi era a disposizione un team di collaboratori esperti che non solo monitoravano gli spot, ma erano anche pronti a far fronte ad eventuali inconvenienti come quello del black out. Il team in questione, ha avuto la prontezza, soprattutto, fondamentale in questi casi, e la furbizia di sfruttare la situazione creando dei post pubblicitari ad hoc da mandare on-line in quel momento , in particolare sul social media di Twitter:

“ Rimasto al buio? Nessun problema. Puoi sempre inzuppare il biscotto al buio!”

Così citava il post pubblicitario che ha riscosso un successo mondiale, e del quale ancora oggi non solo se ne parla, ma viene citato sempre come esempio, come sto facendo io adesso con te.

Questo serve a spiegare ancora una volta che la comunicazione e la pubblicità on-line viaggiano a braccetto con la comunicazione e la pubblicità off-line, e che se ha funzionato è stato perché dietro a tutto vi erano dei professionisti del settore, in grado di far fronte all’emergenza.

Anche le altre aziende sponsor si sono mosse allo stesso modo.

Ma torniamo alla questione degli spot pubblicitari televisivi: un’altra agenzia, la Media Italia del gruppo Armando Testa, che si occupa di programmazione e acquisti sui media, ha pubblicato una fotografia del nostro Paese sugli investimenti pubblicitari delle aziende nel 2017, basandosi sui dati e, naturalmente rielaborandoli, pubblicati dall’agenzia Nielsen che abbiamo visto prima.

Qui, però, gli investimenti riguardano anche le pubblicità fatte su Google e Facebook ( che Nielsen considerava parzialmente, tralasciando le search e le campagne social), facendo notare che le aziende hanno investito in pubblicità in Italia fra i 7,5 e i 7,6 miliardi di euro! E l’investitore più importante ( e anche uno degli sponsor del Superbowl, non ha caso) è l’azienda produttrice di automobili Volkswagen!

Come vedi siamo sempre lì, settore automobilistico.

Ma a parte questo, il CEO di Media Italia Veltnino Cagnetta dice una cosa davvero interessante, cioè che oggi seguendo un po’ le tendenze, i maggiori investimenti pubblicitari ruotano attorno 3 grandi protagonisti quali GoogleFacebook e, attenzione, la Televisione!

Hai capito bene, e sai perché? Cagnetta afferma che la TV è riuscita a mantenere il suo share d’investimenti sul mercato, ma si è adeguata anch’essa alla tecnologia ringraziando proprio la creazione delle Smart TV! Cero perché viaggiando su internet, o meglio sfruttando i canali internet, e adattando i format, gli spot pubblicitari televisivi potranno proseguire.

Un Bonus per gli investimenti pubblicitari

Ebbene sì, questa notizia credo proprio ti farà piacere! In quanto il 16 ottobre 2017, fra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, è stata approvata, e il decreto attuativo sta per arrivare, lo troverai presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, la possibilità di ottenere il credito d’imposta stanziato proprio  per favorire gli investimenti delle aziende nel settore della pubblicità ( dgl.24/04/2017). In particolare, per poterti promuovere sia sulla carta stampata ( dai quotidiani ai magazine on e off – line), sia in ambito televisivo che radiofonico.

Insomma è un vero e proprio bonus per gli investimenti esclusivamente pubblicitari!

Ma in cosa consiste esattamente questo “bonus” che potrebbe esserti affidato, e chi ne può usufruire?

I beneficiari del bonus sono :

  • Le aziende ( snc, srl, spa ecc)
  • I lavoratori indipendenti muniti di una propria partita IVA
  • Gli enti non commerciali

Tale bonus andrà a beneficio di tutte quelle campagne pubblicitarie che superino almeno l’1% rispetto al budget che hai investito l’anno precedente. Questo tipo d’investimento, infatti, è stato definito investimento pubblicitario incrementalePer tanto, ti sottolineo, che il bonus verrà attivato sulla somma incrementale investita ( ovvero sulla differenza d’investimento rispetto all’anno precedente, anche che sia solo dell’1%, come già anticipatoti), e non sul totale che hai speso per l’investimento in pubblicità.

La somma che è stata messa a disposizione è di circa 62,5 milioni di euro!

Inoltre questo bonus non è valido solo per i tuoi investimenti pubblicitari futuri, ma è anche retroattivo, ovvero puoi già richiederlo in base agli investimenti pubblicitari che hai fatto a partire dal 24 giugno 2017, con una disponibilità pari a 20 milioni di euro.

Il credito d’imposta è del 75%,, ma per le PMI, le micro imprese e le start up è  previsto un credito d’imposta pari a circa il 90% della spesa che farai solo, ovviamente, in questo settore, mi raccomando, e per la precisione nell’acquisto di spazi pubblicitari o inserzioni di tipo commerciale, non è assolutamente previsto per altri tipi d’investimento.

Per ottenere il bonus, dovrai inviare la domanda entro i 30 giorni a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’avvenuta pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. La domanda potrai inviarla solo per via telematica, come ormai tutte le operazioni legate ai ministeri. Nella pagina dell’Agenzia delle Entrate puoi prenotare la somma che ti riguarda. Una specifica da fare: per quanto concerne la richiesta in base all’investimento fatto a partire dal 24/06/2017, sarà valido solo quello relativo al settore stampa ( per capirci magazine e quotidiani) sia cartacei che non, ovviamente.

Una volta che , il Consiglio dei Ministri, avrà reso attuativo il decreto, e potrai fare la tua richiesta, ti consiglio d’iniziare ad investire in pubblicità proprio partendo da quella che sta diventando , in ambito on – line, l’azienda più potente in assoluto, compreso il settore pubblicitario.

Di chi sto parlando? Ma di Amazon, naturalmente!

E’ sì, perché la società di Seattle di Jeff Bezos, ha raddoppiato del 132% in un anno il suo business in pubblicità!

E rispetto a Facebook Twitter, che sino ad oggi detenevano il primato in tale ambito, il sorpasso di Amazon è stato netto, e adesso devono fare i conti con un altro importante protagonista.

Ed è proprio con la vendita di pubblicità, che il suo ricavo in quell’ambito è stato, solo nei primi 3 mesi del 2018, pari a 2 miliardi di dollari!

Questo perché Amazon ha fatto una scelta ben precisa, ha deciso di puntare anche su questo settore, proponendo un’offerta assai attrattiva, e lo ha fatto lanciando sul mercato dei test di attribuzione. Ovvero, ha testato come un annuncio pubblicitario possa trasformarsi, convertirsi, in azioni ( intese come attività dell’utente che dall’annuncio pubblicitario di un brand/prodotto passa direttamente al suo acquisto), all’interno del proprio sito. Attraverso un piccolo gruppo di agenzie pubblicitarie, Amazon ha creato una propria piattaforma pubblicitaria che serve da interfaccia, così che i vari marchi abbiano la possibilità di raggiungere i diversi segmenti di mercato nei quali si trovano gli utenti Amazon, anche al di fuori degli stessi canali Amazon. In questo modo, cioè utilizzando un’interfaccia Amazon dedicato, tu imprenditore / azienda sei così in grado di poter gestire la tua campagna pubblicitaria in modo indipendente.

In tal senso Amazon si dimostra ancora una volta estremamente innovativa e molto avanti, anche rispetto a colossi come TwitterFacebook e Google.

Inoltre, focalizzandosi come deve essere e come sempre ti ripeto, cioé sull’esperienza del cliente, è la prima società che, in assoluto, riesce a convertire in modo diretto un advertising in un acquisto dell’utente! Saltando tutti i passaggi che ti ho mostrato invece nell’articolo presente nel mio Blog “Ti presento Funnel?”.

Questo è un chiaro esempio di come investire in modo organizzato su Amazon, con una prospettiva reale di guadagno.

Per il futuro in Amazon, nell’ambito sempre del settore pubblicità, sono previsti ulteriori investimenti, in quanto è per l’azienda un settore  che genera grandi fatturati. Tanto che le previsioni delineano per un futuro alquanto vicino, la realizzazione di Amazon Prime Video,un ulteriore spazio dove i brand potranno promuoversi ulteriormente.

 

Insomma, Amazon dalla creazione intelligente del suo logo che ti ho mostrato, all’essere il più potente e-shop del mondo, e ora anche agenzia pubblicitaria, diciamo che per le PMI può sicuramente diventare un alleato interessante !

Voglio concludere questa breve guida con una “chicca” interessante, che ti farà riflettere, pensando soprattutto al consumatore di oggi, che riceve troppi input, e che il suo desiderio non è più quello di soddisfare, perché in linea di massima ha tutto, ma di vivere l’esperienza in modo pressoché immediato.

Ti stilo la classifica delle 10 pubblicità più viste nel 2017, basati su una media di 2 milioni di ore guardate, e 45 milioni di visualizzazioni.

Sul podio, per il 2 anno consecutivo, la storia d’amore del Cornetto Algida, al secondo posto, o medaglia d’argento, ci troviamo la pubblicità dell’Iphone 7, mentre al 3 posto lo spot di Tim Smart.

Se devo essere sincero, lo spot che più mi ha colpito per la sua posizione in classifica ( al 4 posto!), e che io personalmente ho sempre trovato geniale, è quello del Buondì Motta e dell’asteroide che cade sopra la testa della mamma della bambina protagonista.

Direi incredibile, se pensi che quando lo spot venne lanciato, suscitò una serie di polemiche che, però, furono nettamente inferiori al pubblico che, al contrario, lo gradiva molto, e che trovò l’ilarità della sequenza alquanto accattivante. Tanto che l’asteroide divenne il “fil rouge” della pubblicità del prodotto. Infatti seguirono altri spot che continuavano la storia della famiglia colpita dall’asteroide.

Tanto ha fatto discutere ma tanto è piaciuta la storia, e che tu trasmetta il tuo spot on – line, in TV o per radio, ciò che deve fare è colpire il tuo potenziale cliente come un asteroide !

Ti chiedo una cortesia: stilare questa guida ha richiesto tempo e anche studio, se ti è piaciuta e la trovi utile, condividila per favore nei canali social che preferisci!

Invece se hai dubbi, domande contattami, sarò lieto di risponderti! Oppure lascia un commento qui sotto, per me è importante conoscere cosa pensi!

A Presto! 😉

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