Una vita da “Kamprad”

Una vita da “Kamprad”

Il caso Ingvar kamprad: dai fiammiferi Svedesi al grande impero IKEA

Il 27 gennaio 2018 lo voglio ricordare come un giorno “storico”, e dedicarlo a colui che ci ha lasciati, segnando ben più di un’epoca nell’imprenditoria mondiale del mondo dell’arredo fai da te. Questo articolo è dedicato in buona parte ad Ingvar Kamprad, ideatore del mobile fai da te, il “papà” di IKEA!

Mi sembra giusto, caro imprenditore che mi segui, che anch’io dedichi qualche riga alla “genialità” imprenditoriale del Signor IKEA, alla sua figura ( intesa come persona) se vogliamo un po’ naif , e alla sorta di testamento imprenditoriale che ha lasciato a te e a tutti gli imprenditori.

Prima di proseguire, come consuetudine, ti ricordo di condividere questo articolo sui social che preferisci.

Come sempre grazie! 😉

Molti sono gli imprenditori che hanno lasciato il segno, o che continuano a farlo attraverso i loro successori, o perché, fortunatamente, sono ancora vivi. Ma data la sua recentissima scomparsa e la particolarità della “persona”, direi di esaminare la figura di questo grande self-made-man.

Sotto alcun aspetti , la vita di Kamprad dagli inizi mi ricorda molto quella di Egidio Brugola ( ti ricordo l’articolo “ Crea la tu Brugola in azienda” ): entrambi iniziarono da ragazzini le loro piccole attività: Kamprad vendendo prima fiammiferi porta a porta, a seguire addobbi natalizi, penne, orologi sino ad arrivare in seguito al settore dell’arredo casa, mentre  Brugola lavorando inizialmente presso una piccola azienda meccanica, ma già con l’idea di avviare un’attività in proprio, come riuscì a fare con Le Officine .

Entrambi vissero in un periodo di guerra, ed entrambi riuscirono a realizzarsi come self-made-man, grazie al loro “genio”, alla loro “creatività” nel mondo degli affari. Li separa la lunghezza della vita : Brugola è morto giovane, a soli 57 anni, Kamprad gli ha dato ben 34 anni di lunghezza in più. E già su questo la dice lunga sul personaggio.

Ma la cosa più interessante e anche, da un certo punto di vista, quasi “ironica”, è vedere come i due imprenditori, siano senza volerlo indissolubilmente legati: proprio la brugola è l’accessorio per eccellenza sempre presente nei kit di montaggio dati in dotazione con il mobile acquistato IKEA! Probabilmente il destino aveva deciso che avrebbero avuto un legame perenne senza neanche saperlo.

Ma andiamo più nel dettaglio : l’obiettivo principale di Kamprad è sempre stato quello di vendere prodotti utili e accessibili a tutti: “ Una casa da sogno a prezzi da sogno”, questo era e rimane il leitmotiv o la mission alla base delle sue idee.

Proprio perché proveniva da una famiglia semplice, di contadini, per lui le cose avevano un valore, anzi, tutto per lui aveva valore. Ecco perché nonostante un patrimonio personale stimato intorno ai 33 miliardi di dollari americani, continuava a vivere una vita semplice e priva di fronzoli ( molti per questo lo hanno definito forse in modo un po’ dispregiativo “taccagno”).

Se pensi che ha fatto del suo problema, la dislessia, che è la difficoltà nell’apprendimento dato dal ritardo nello sviluppo di più funzioni base, fra le quali la comunicazione e la socializzazione, un punto di forza, o comunque un modo per continuare a crescere e migliorare in tutto. Questo spiega, ad esempio, perché ha classificato i mobili per nome e non per numero, per difficoltà mnemonica proprio verso i numeri ( ma attenzione non nel calcolo! E i suoi ricavi lo dimostrano).

Lo stesso nome IKEA : sono semplicemente le iniziali del suo nome e cognome, della sua città e il nome della fattoria dove è cresciuto.

Ha unito una sua “necessità” ad una strategia di marketing: quella di scegliere un nome breve, con un’ identità e una storia – la sua – e che restasse impresso facilmente nell’immaginario collettivo. Insomma ha creato un Brand vincente!

Anche la strategia di vendere i mobili ad un prezzo ancora più concorrenziale, o comunque basso, attraverso il fai da te del cliente ( grazie alla riduzione dei costi di produzione e distribuzione), offrendo sempre un prodotto di design e qualità, gli è venuta partendo proprio dal concetto base del consumatore medio di unire necessità-vivere bene-prezzo più economico.

Kamprad ha fatto ciò che anche tu, imprenditore, devi fare sempre: ha tradotto le esigenze delle persone/consumatori, i loro stili di vita, adeguati ai tempi socio economici nei quali vivevano e vivi ( nel caso di Kamprad all’epoca in cui gli venne l’idea del fai da te erano gli anni cinquanta), i loro sogni, il desiderio di comprare dei prodotti belli e di qualità ad un ottimo prezzo, quindi risparmiando per avere la possibilità di acquistare anche altri beni, in un modo nuovo di vendere un prodotto ( in questo caso mobili d’arredamento da assemblare).

Ma ha fatto ancora di più: nonostante la potenziale difficoltà che potevano esserci nel ricordare i nomi dei mobili, a causa della particolarità della lingua svedese, e considerando che Kamprad non si aspettava certo un successo mondiale della sua azienda, questo non ha assolutamente rappresentato una difficoltà, un ostacolo verso i consumatori di tutto il mondo. Anzi, ha contribuito ulteriormente alla vendita! Perché, secondo il pensiero di  Kamprad, la classificazione dei mobili doveva essere semplice e funzionale non solo per lui, ma anche e soprattutto per i suoi clienti e potenziali tali! Insomma Kamprad si è sempre immedesimato nel consumatore e questo gli ha permesso di entrare nella loro mente, di capirli. Ciò ha fatto sì che la sua azienda si diffondesse in tutto il mondo. Ha applicato le regole base e fondamentali del marketing alla sua attività, prima fra tutte entrare nella mente delle persone, dell’audience.

Versatilità e apertura mentale, curiosità questo era Kamprad e questo devi essere anche tu, se vuoi che la tua impresa funzioni, prosegua il suo percorso.

I suoi mobili, come ti ho accennato all’inizio, fanno parte dell’immaginario collettivo grazie al loro stile tipicamente scandinavo, inconfondibile, sobrio e funzionale che richiama designer da ogni parte del mondo.

In fondo, chi oggi non possiede in casa un oggetto o mobile firmato IKEA? Sicuramente anche tu, caro imprenditore, e senza volerlo eri o sei un suo fan, magari senza esserti mai soffermato a pensare al Signor IKEA  come uomo – imprenditore. Egli è riuscito ad essere unico: oggi, possedere un bene IKEA è un po’ uno status symbol,uno stile di vita!

Non solo: grazie alla sua curiosità, al suo essere così eclettico,al suo sapersi immedesimare nella quotidianità delle persone traducendo, realizzando, i loro desideri, ma soprattutto stando al passo coi tempi, è riuscito ad essere anche avveniristico e visionario. Fu proprio nel 1994 che per primo realizzò una campagna pubblicitaria per la promozione di un nuovo tavolo da pranzo che vedeva come protagonisti una coppia omosessuale!

Questo ti fa capire che Kamprad era un uomo tanto radicato nelle sue tradizioni quanto estremamente moderno nell’essere imprenditore!

Al di là delle logiche dei costi e dei risparmi ,vuoi sapere come gli è venuta l’idea di realizzare mobili da montare? Proprio dalla sua vita quotidiana di imprenditore: semplicemente  osservando un suo dipendente che smontava le gambe di un tavolo appena acquistato da un cliente e che aveva la necessità di porlo all’interno dell’auto( il tavolo evidentemente è un componente che lo ispirava molto 😉 ) .

Oggi affitti un furgone prima di entrare da IKEA per farci stare o la camera da letto oppure la cucina!

Ad ogni modo resta il fatto che per Kamprad l’abbattimento dei costi, per mantenere dei prezzi contenuti sul prodotto, era fondamentale e lo conduceva ad una cura dei dettagli estremamente meticolosa. Tanto che, nel corso degli anni, apportava ai mobili modifiche minime nei materiali, nel design, nella produzione, così che abbiamo prodotti base che, negli anni non sono sostanzialmente cambiati ma sono ad un prezzo di vendita più basso del 30%. Un esempio fra tutti è la famosa libreria Billy che l’economista britannico, non che editorialista del The Financial Times ,Tim Harford ha inserito nel suo libro “ 50 Cose che hanno fatto l’economia moderna”: egli sostiene che l’innovazione non è sempre e solo rivoluzionaria ( vedi Apple : Steve Jobs è stato in grado di posizionare sul mercato un prodotto di massa, altamente tecnologico ad un costo elevato, l’iPhone), ma spesso è anche incrementale: “Nell’economia moderna Billy è il simbolo di come innovazione non significhi soltanto nuove tecnologie più raffinate, ma anche sistemi noiosamente efficienti” cit. Tim Harford.

E tu su cosa ti focalizzi per far sì che la tua azienda conquisti i mercati? Qual è il il pilastro attorno al quale costruisci le tue strategie di marketing e vendita?

Avere un punto fermo, un capo saldo dal quale non vuoi allontanarti, ma sul quale puntare e applicare le tue strategie nel tempo, è importante! Per Kambrad era e continua ad essere contenere i prezzi di vendita e i costi, su questo ha fondato il suo “impero”.

Ti lascio una questione sulla quale riflettere: quando IKEA ha fatto il suo ingresso in Italia con i primi store, eravamo tutti un po’ scettici, mi spiego: non per il fai da te ( Brico docet) ma, come ci sta martellando negli ultimi tempi un noto slogan pubblicitario perché siamo “Artigiani della qualità”! Noi italiani lo siamo sul serio, anche in questo campo, quello dell’arredamento. Come ben sai, soprattutto se sei di questo settore, i mobili italiani sono sempre stati considerati “elitari” proprio per l’elevata qualità dei materiali utilizzati nel realizzali, sempre ottimi e ricercati, e per il design. In Italia IKEA ha avuto successo e ha sbaragliato la concorrenza di mobilifici storici e di artigiani, proprio grazie alla sua filosofia del prezzo basso arrivata ironicamente “al momento giusto”. Erano gli inizi degli anni 2000 e l’arrivo dell’Euro prima ( aumento dei prezzi ma stipendi uguali) e poi la crisi, sono stati l’ equazione perfetta per penetrare un mercato, quello dell’arredamento , importante come quello italiano. I cambiamenti socio economici sono sempre un denominatore costante che possono condurre un’azienda a” sfondare” nel bene o nel male, per IKEA nel bene.

Altro punto: Kambrand ha applicato 2 strategie una di vendita l’altra di marketing alquanto innovative per i tempi di allora, oggi invece sono la normalità. La prima riguarda i prodotti e accessori:  qualsiasi prodotto o accessorio il consumatore acquisti è coordinato ad un altro prodotto o accessorio IKEA, non puoi comporlo con nient’altro ( vedi ad esempio i piumini, gli accessori per la cucina o per gli armadi). IKEA sta con IKEA: una maniglia si rompe? Deve per forza essere IKEA, altre non vanno.

Gli stessi punti vendita: sono stati studiati in modo tale che il cliente, una volta entrato, sia “obbligato” a seguire un percorso così, anche se vuole acquistare solo una cucina, prima di arrivare a quella deve vedersi i complementi per il soggiorno, le camere da letto, i bagni e così via. In ultimo arriverà al market per la parte degli accessori e poi al magazzino dove prenderà i componenti dei mobili.

Quello che voglio dirti è che non devi per forza diventare il nuovo Ingvar Kamprad ( o forse te lo auguro a livello, imprenditoriale naturalmente ), però come lui ha fatto della ricerca del “prezzo contenuto” e dei “costi contenuti” in rapporto alla qualità  la sua filosofia imprenditoriale, ha costruito la sua azienda e tutto quanto vi ruota attorno , anche tu devi trovare un tuo focus, un tuo punto di forza e da lì sviluppare le tue strategie, costruire il tuo impero!

Spero che tu abbia trovato questo articolo interessante e anche utile, su questo “personaggio” unico, che tanto ha fatto discutere più per il suo approccio alla vita originale che non per il suo essere imprenditore, ma che resta comunque una “pietra miliare” dell’imprenditoria mondiale dei nostri giorni.

Probabilmente, quando la prossima volta ti capiterà di recarti presso uno store IKEA e di imbatterti in una libreria Billy, vedrai tutto con un occhio diverso, e penserai che  a fare l’economia mondiale non è stato solo Steve Jobs!

Se vuoi conoscere altre curiosità o hai domande, contattami pure sarò felicissimo di risponderti!

Grazie 😉

Ciao!

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