Crea la tua "Brugola" in azienda

Crea la tua "Brugola" in azienda

In questo articolo voglio parlarti di quando il tuo prodotto entra nell’immaginario collettivo, identificandosi direttamente con il tuo Marchio. Per qualsiasi imprenditore che vi riesce, è un sogno che diventa realtà, significa aver centrato in pieno gli obiettivi che ti sei prefissato.

Prima di procedere però con questa lettura, ti voglio come sempre ricordare che la stesura di questi articoli richiede tempo, preparazione, studio, per ciò se li trovi interessanti mi farà piacere sapere che li condividerai sulle pagine social che più ti piacciono.

Come ti ho già definito nei miei precedenti articoli relativi al Brand e all’importanza delle giuste strategie di Marketing da applicare affinché tu riesca a far conoscere la tua azienda  e ciò che produci alla tua audience ( se non hai avuto modo di leggerli te ne consiglio la lettura), se riesci a trovare la via giusta per penetrare il mercato e diventarne il punto di riferimento, allora hai fatto centro! Potresti essere anche tu un nuovo “Brugola”!

Sì perché far sì che il tuo Bene s’identifichi con il nome della tua azienda non è un sogno impossibile e non riguarda, come spesso erroneamente molti pensano, solo i beni di lusso, al contrario è più collettivo di quanto immagini!

Ho citato non ha caso proprio l’ esempio più leggendario, e fra i più conosciuti, quello della chiave di Brugolae del suo ideatore, Egidio Brugola, in quanto è stato un anticipatore dei tempi, se vogliamo ( stiamo parlando del 1945). Infatti, il passo in più lo fece depositando il brevetto relativo alla “vite a testa incava esagonale” ( con questa descrizione/definizione è stato depositato il brevetto), che in realtà già si chiamava Chiave di Allen, ed era ben nota negli Stati Uniti, ma fu Egidio Brugola che per primo si adoperò nella commercializzazione della stessa in Italia, nonché registrandone appunto il brevetto presso l’ufficio preposto. Così diede il suo nome al prodotto, standardizzandone le caratteristiche, e assicurandosi la sua esclusività.

Infatti, fu proprio da allora che quella particolare chiave venne chiamata appunto Brugola. La storia di Egidio Brugola, e poi di suo figlio Giannantonio Brugola, che ereditò l’azienda paterna a soli 16 anni per la scomparsa prematura e improvvisa del padre, è un esempio bellissimo d’imprenditoria italiana! La loro opera non è famosa e sinonimo di orgoglio imprenditoriale solo per questo, ma anche e soprattutto per tutti i prodotti creati successivamente da suo figlio Giannantonio, di come seppe gestire e ingrandire l’azienda, rendendola un punto di riferimento a livello mondiale, e di come siano utilizzate nel mondo le “sue viti e chiavi”.

Come ti ho accennato poc’anzi, di esempi di Prodotti/Beni di Consumo entrati nel dizionario collettivo ce ne sono moltissimi, più di quanto credi, un esempio lo trovi nei marchi evidenziati qui di seguito:

ScottexPost-it e Scotch sono nomi di beni di consumo che oggi non ha più importanza da chi vengano prodotti. Con “scotch” tu definisci o nomini qualsiasi tipo di nastro adesivo, con “scottex” definisci qualsiasi rotolo di carta assorbente, i “post-it” sono tutti i foglietti per brevi appunti che si attaccano, ma potrei continuare a citarti altri esempi, come Kleenex per i fazzoletti di carta, o Cellophane per identificare la pellicola trasparente, e così via.

Con i Beni di Lusso, la questione è sottilmente diversa e dipende principalmente da ciò che il Marchio/Brandè in grado di suscitare nell’acquirente. Non essendo un bene di uso comune, quindi non accessibile a tutti ma solo “per pochi”, è raro e unico. Il Prodotto/Bene e il Marchio /Brand si rivolgono ad acquirenti diversi, a coloro i quali vogliono essere i primi ad avere quel preciso prodotto, non appena è sul mercato. Una volta che il bene diventa troppo diffuso, perché ha penetrato bene il mercato, per quel acquirente non sarà più né unico, né raro e non rappresenterà più un sogno. Questo accade soprattutto con i beni del mondo della moda e del fashion in primis,  ma anche delle auto e delle barche ( dei motori in generale),e della tecnologia.

Spesso hai sicuramente sentito dire, specialmente dal gentil sesso, “ Vorrei una Louis Vuitton”, oppure “ Vorrei una Gucci” inteso come vorrei una borsa Louis Vuitton oppure una borsa Gucci, ad esempio, perché sono aziende che con i loro prodotti “elitari” sono riuscite ad entrare nell’immaginario collettivo, diventando dei veri e propri “Status Symbol”.

Questo per spiegarti che ci sono diverse vie per arrivare al tuo potenziale cliente, per fargli percepire il “tuo messaggio”, prima attraverso il tuo Marchio/Brand/Nome e poi attraverso il tuo Prodotto/Bene.

Certo non è un lavoro facile e neanche rapido, ci vuole tempo e tecnica prima che il tuo Marchio possa diventare un simbolo  all’interno, ad esempio, di una canzone come quella di Bruno Mars“Versace on the floor”, dove l’abito Versace è un simbolo che s’identifica con un gesto d’amore, però ci si può riuscire.

Egidio Brugola è stato, lasciami passare il termine, “astuto”, nel senso buono ovviamente, perché ha intrapreso un’azione da vero imprenditore, e fatto quello che ogni imprenditore dovrebbe fare: nel suo caso depositare il Brevetto, in altri  registrare il proprio Marchio.

Perché, come già ti ho spiegato in un altro mio precedente articolo inerente proprio l’importanza della registrazione del tuo Marchio,  se il tuo successo diventa tale che il tuo prodotto entrerà nel vocabolario del quotidiano collettivo, e se il tuo Marchio non dovesse essere registrato o il Brevetto del tuo prodotto non lo fosse, allora tu perdi ogni diritto sia sul nome che sul bene. Questo fenomeno d’identificazione del prodotto con il nome all’interno della collettività e quotidianità del linguaggio, si chiama “volgarizzazione del marchio”. Significa che un Marchio va a decadere una volta che entra nel linguaggio comune.

Ma facciamo un esempio fra i più famosi, il caso della “Wolkman Sony” in Austria: il termine “wolkman” era diventato parola di uso comune per definire il registratore portatile , e la corte suprema austriaca lo ha ufficializzato. Così la Sony – in Austria– ha perso tutti i diritti sul nome che definiva il suo prodotto, non potendolo più utilizzare in modo esclusivo.

Altro caso noto è quella della Nutella della FerreroNutella è diventata sinonimo per indicare la “crema spalmabile”. La Ferrero, per impedirne la “volgarizzazione”, ha inserito questo simbolo – una R – che indica la registrazione del Marchio:

Da allora hanno fatto così anche molte altre aziende, oltre a quelle sopra citate come la ScottexScoth,Post-it. Tutte hanno il simbolo della R a fianco al nome, per tutelarlo, proteggerlo dalla volgarizzazione. Ma altre società che non lo hanno fatto, come ad esempio la Bialetti, per indicare il suo prodotto Moka, o meglio la “forma” del prodotto in questione, ne ha perso i diritti perché esposta alla volgarizzazione in questo caso di forma, perché non registrato.

Naturalmente ricordati che quando decidi di registrare il tuo Marchio, la registrazione serve a tutelare solo i Prodotti/Beni che produci, che vai ad indicare in modo dettagliato nella domanda di registrazione, per ciò non vai a rendere esclusivo il prodotto, ma solo ciò che tu realizzi. Per tanto, se decidi di creare altri Beniricordati che dovrai andarli a registrare nuovamente. Ricordati anche che la registrazione ti serve per tutelarti nel caso qualcuno ti copiasse, oppure se tentasse la “volgarizzazione” del nome, e solo se sei registrato puoi monitorare bene il tuo Marchio, ciò che gli ruota attorno, e proteggerti legalmente dimostrandone la proprietà in sede legale.

La scelta del nome da dare alla tua azienda, ai tuoi prodotti è un momento cruciale, è anch’essa una strategia di marketing da applicare. Il nome che scegli deve evocare emozioni forti, condurre l’audience ad acquistare i tuoi Prodotti, a far sì che da clienti diventino clienti fidelizzati e ti seguano sempre.

La scelta del nome può vertere su due direzioni: dare alla tua società il tuo nome o crearne uno ex novo. In entrambe le situazioni devi valutare i pro e contro, vale a dire l’effetto che il tuo nome o quello che hai in mente hanno sulle persone. Devi porti delle domande quali, ad esempio, se hai intenzione di espanderti, farti conoscere all’estero, che significato particolare ha in quel paese piuttosto che in quell’altro? Oppure, è difficile da pronunciare? Cosa suscita? Ecco perché esistono delle vere e proprie tecniche di marketing anche per questo momento fondamentale, che riguarda o il momento di avvio della tua azienda, il lancio sul mercato, o il proseguo della tua azienda magari con un cambiamento di Marchio o la nascita di nuovi prodotti e quindi nuovi nomi.

Il “Naming” fa parte delle strategie di marketing e, come ormai per tutti i termini che definiscono il mondo del Marketing, anche quest’attività utilizza una parola inglese, benché il così detto “brain storming” o “unione di cervelli” per cercare il nome più consono ad un’azienda o prodotto, sia nata in Francia negli anni sessanta. Non c’è da stupirsi, in quanto la Francia è stata per anni detentrice di primati in termini di realizzazione di strategie di comunicazione, soprattutto nella creazione di spot pubblicitari.

L’esigenza di trovare il nome perfetto per la tua azienda o prodotto oggi è più che mai sentito. Le nuove tecnologie consentono la diffusione del tuo Marchio e del tuo messaggio in modo estremamente rapido e virale, per questo l’esigenza di trovare nomi originali, brevi e che restino facilmente nella mente delle persone è importante.

Quando “la squadra di specialisti nel Naming” si riunisce, identifica un numero imprecisato di nomi, appunto, che possono essere anche strani, o apparentemente privi di significato. Una volta “lanciati sul tavolo”, inizia la scrematura. I pochi nomi che restano vanno controllati, si verifica che questi siano disponibili, ovvero che non siano già in uso, ma soprattutto che non siano protetti perché registrati. Oppure, al contrario, che questi non siano troppo generici per il prodotto che vanno a definire, e quindi non registrabili.

Abbiamo detto che la tecnologia favorisce una diffusione rapida e virale dei messaggi, delle notizie, grazie a internet. Così, diventa oggi necessario verificare che quella parola sia disponibile anche per il dominio del il tuo web site,della tua e-mail ecc.

Altro elemento importante da controllare poi, è come il nome possa essere visto a livello internazionale, e soprattutto quale sia il significato in un’altra lingua che non sia quella di partenza. Questo lo verifichi partendo dai paesi dove decidi di espanderti inizialmente ma, in ogni caso, proprio perché grazie ad internet hai un internazionalizzazione “involontaria”, perché con internet sei visibile ovunque e per chiunque, sapere se il nome che vorresti dare alla tua azienda o prodotto non abbia un significato ridicolo o, peggio, non sia una parolaccia o non rappresenti un qualcosa di negativo, è a dir poco fondamentale.

Ti sottopongo un altro esempio per farti capire meglio: l’Alfa Romeo, prima di lanciare sul mercato in questo caso asiatico, la nuova Alfa 164, dovette cambiarle il numero! Già, perché in alcune zone dello stato il numero “4” è sinonimo di sfortuna o peggio ( di “ morte sicura”). Così sostituirono lo sfortunato numero “4”con il più fortunato numero “8”! A quanto pare, questo numero ha un significato ben diverso, di ricchezza!

Potrei continuare con altri esempi, ma ti lascio il link di un articolo molto interessante e a tratti divertente, di qualche anno fa uscito su Focus, all’interno trovi ulteriori esempi significativi di aziende note, consigli ed errori da non fare: https://www.focus.it/comportamento/economia/come-si-scelgono-i-nomi-dei-prodotti-e-gli-errori-piu-clamorosi.

Anche le Nazioni s’identificano grazie al proprio Marchio/Brand.Quando tu ti sposti, ad esempio, per lavoro in un altro paese non è solo il tuo Marchio Aziendale ad identificarti, ma anche quello del tuo paese di provenienza.

Pensa che esiste una società nata ad hoc, la Brand Finance,  che si occupa proprio di questo, di esaminare quanto forti e quale sia il Brand nazionale più forte fra le nazioni a livello mondiale. Il Brand si sa è la carta d’identità della tua azienda, di una nazione, ti definisce e distingue fra tutti.

Nel 2017 la Brand Finance , come ogni anno, ha stilato la classifica delle Nazioni con i Brand più forti: al primo posto ci sono gli Stati Uniti, che distanziano davvero di pochissimo la Cina. Come ha spiegato Massimo Pizzo Managin Director di Brand Finance Italy, molto dipende dall’andamento del paese, da quante riforme fa e da come promuove i suoi Marchi. La Cina è cresciuta molto e se prima faceva leva su una produzione economica per conto terzi, cioè attraverso società esterne al paese, ora ha fatto della sua forza motrice proprio le aziende locali.

Al terzo posto della classifica si trova l’Islanda! Il suo incremento economico lo deve al fatto di essere stata il set della fortunatissima e seguitissima serie Games of Throne! Questo ha portato ad una forte spinta del mercato turistico.

E L’Italia? Dove si trova? Parliamo sempre del Made in Italy , Marchio anch’esso che ci contraddistingue all’estero. L’Italia si trova al quinto posto, grazie proprio ai Brand di Lusso.

Come vedi che sia una nazione o un’azienda trovare il nome giusto che diventa il Marchio/Brand adatto a te, alla tua azienda e ai tuoi prodotti, resta sempre il punto centrale di tutto. E’ la via per riuscire ad entrare nell’immaginario collettivo, per far sì che il tuo prodotto s’identifichi con il tuo Marchio.

Spero di esserti stato utile, torneremo ancora a parlarne, nel frattempo se hai domande contattami! Sarò felice di risponderti!

A presto! 😉

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