Registra il tuo Marchio e deposita il tuo Brevetto

Registra il tuo Marchio e deposita il tuo Brevetto

In questo articolo voglio parlarti di un argomento a dir poco importantissimo, in quanto riguarda una fra le prime cose da fare quando avvii un’attività: depositare il tuo Marchio (ne avevo accennato qualcosa nel precedente articolo sull’importanza del Brand) e il deposito del tuo Brevetto.

Prima di procedere con l’articolo però, voglio anticiparti che la lettura che stai per affrontare, data la complessità dell’argomento, sarà un po’ più impegnativa; infatti, il lavoro che è dietro a quanto scrivo, richiede conoscenza, professionalità e studio. Per questo ti chiedo sin d’ora di ricordarti di condividerlo nelle pagine social che preferisci.

Sfortunatamente mi è capitato spesso d’incontrare tuoi colleghi imprenditori (soprattutto chi ancora non aveva la tua esperienza alle spalle) che non avevano la minima idea che, quando crei un Marchio avente determinate caratteristiche e appartenente ad una certa categoria, questo va registrato e depositato. Oppure, non sapevano che il Marchio creato non poteva essere registrato, in quanto conteneva delle caratteristiche appartenenti ad altri marchi, già registrati, e anche legalmente “blindati”, rischiando così di andare incontro a vertenze legali e sanzioni.

Ma andiamo per ordine: una volta terminata la parte “creativa” relativa al Marchio, inizia la parte tecnica e legale, in quanto un’idea va difesa e protetta. Per questo sono state create delle leggi ad hoc, che consentono, appunto, di registrare la tua idea e proteggerla da chi vuole copiarti ( ne abbiamo anche parlato in un altro precedente articolo dove ho trattato proprio del problema dei beni e dei marchi copiati).

In Italia (e non solo) la legge fa un distinguo fra la proprietà intellettualee la proprietà industriale.

La proprietà intellettuale è relativa a beni sia materiali che non che riguardano l’attività intellettiva dell’uomo. Per tutelare tali beni ci si avvale proprio della così detta Proprietà Intellettuale. Questa riguarda gli aspetti tecnici, giuridici, economici e commerciali del Bene. 

Facciamo un esempio pratico: l’articolo che sto scrivendo è protetto dalla legge sul diritto d’autore (Legge, 22/04/1941 n° 633, G.U. 16/07/1941), in quanto esso è un bene non materiale, di appartenenza dell’autore, e non può essere riprodotto da altri senza autorizzazione, o altri non possono appropriarsene e attribuirsene la sua proprietà.

La proprietà industriale invece, o per essere più precisi, il CPI Codice della Proprietà Industriale D.Lgs 30/2005) è stato creato proprio per favorire lo sviluppo della concorrenza e l’iniziativa privata. Esso serve a tutelare e regolare, a differenza del diritto d’autore, i marchi, i brevetti ed altri segni distintivi, le indicazioni geografiche, le denominazioni di origine , i disegni, modelli, invenzioni, topografie dei prodotti a semiconduttori, modelli di utilità, informazioni aziendali riservate e, non ultime, nuove varietà vegetali. Tutto è stato raccolto in questo codice, nel CPI, che accorpa una serie di articoli (circa 246) la cui applicazione va a tutelare quanto abbiamo appena elencato.

Non è semplice, però è fondamentale. In particolare il punto II del CPI parla di come si acquista la proprietà industriale, ovvero tramite la  brevettazione, o la registrazione oppure in uno degli altri modi previsti dal codice. Sia la brevettazione che la registrazione danno origine ai titoli di proprietà industriale.

BREVETTAZIONEREGISTRAZIONE
InvenzioniMarchi
Modelli di utilitàDisegni e Modelli
Nuove Varietà Vegetali

Tipografie dei Prodotti a Semiconduttori

Sopra ti ho schematizzato le categorie soggette alla brevettazione e alla registrazione.

Attenzione però; devo precisarti che sia il diritto d’autore che il marchio di fatto (cioè il Marchio che tu imprenditore puoi anche decidere di non registrare) non sono oggetto di registrazione. In particolare per il Marchio di fatto non vi è alcun obbligo giuridico che gravi sull’imprenditore e che costringa alla registrazione di un marchio. Il suo valore, in questi caso, è strettamente legato alla sua notorietà fra i tuoi clienti o consumatori e il suo territorio perché solo la sua notorietà ne designa il suo tratto distintivo. Cosa significa tutto questo? Che, se il tuo Marchio è conosciuto e diffuso solo a livello locale e qualcuno decide di copiarti, tu non hai validi strumenti per opporti, puoi fare poco o  nulla in merito, in quanto questo fa parte del rischio che hai assunto nel non averlo registrato (visto che non vi è obbligo legale). Ciò significa che la diffusione territoriale limitata favorisce il proliferare della concorrenza, e quindi puoi facilmente scontrarti con altri imprenditori che utilizzano il tuo Marchioleggermente modificato, ma regolarmente registrato,per promuovere il loro bene. In questo modo tu non puoi fare nulla legalmente ed anzi, ti trovi in prima persona esposto alla possibilità di essere limitato sia localmente ( a livello territoriale) che merceologico nell’ usare il tuo Marchio che, fino a poco prima potevi considerare solo tuo, e limitando così ogni possibilità di espandere la tua attività con quel Marchio e i prodotti che esso rappresenta.

Se al contrario, il tuo business si espande e cresce, andando oltre i confini territoriali locali, quindi si parla di diffusione nazionale e magari anche internazionale, di conseguenza anche il tuo Marchio di fatto ha modificato la sua notorietà, allora sì che puoi chiedere la nullità del Marchio registrato copiato  o similare creato dai tuoi concorrenti e affine sempre ai tuoi prodotti o servizi, per mancanza di novità! L’espansione, la diffusione e la forza del Marchio è la tua più grande garanzia di tutela.

Questo è per farti capire che, se anche non sei giuridicamente obbligato a registrare il tuo Marchio,  per quanto la tua azienda sia contenuta nelle dimensioni e nel business, o sia una PMI, per non incorrere nella concorrenza sleale da parte di altri ed essere tutelato sempre, è meglio effettuarne la registrazione. Se non lo fai, nulla può fare la legge in tuo aiuto.

Te lo dimostro con un esempio pratico e di recente clamore. I protagonisti sono due giovani imprenditori napoletani che qualche anno fa hanno aperto un’azienda di abbigliamento e, dopo varie ricerche, hanno deciso di chiamarla Steve Jobs (in tal senso ti avevo già accennato qualcosa in merito sempre nell’articolo “Christmas Time! Regali sì ma non copiati!). Jobs con il simbolo della avente una specie di foglia sopra la lettera e a fianco l’apparente morso di una  mela. Tutto questo richiama alla mente il Logo ( che non è il Marchio, bada bene) della multinazionale alla quale si stavano ispirando per il nome, la Appleappunto, ma era comunque diverso perché con la scritta Steve Job se non Apple e senza il Logo della famosa mela come simbolo. I due imprenditori ( che oltre a produrre abbigliamento adesso producono anche prodotti hi-tech) prima di registrare il loro Marchio, avevano fatto le loro buone ricerche e avevano notato che la Apple non aveva mai registrato alcun marchio Steve Jobso affini. Così, hanno registrato il loro e non producendo beni appartenenti alla stessa categoria della multinazionale, a nulla sono valse le cause e le accuse che la Apple ha intentato contro i due imprenditori per impedire loro l’utilizzo del Marchio. Infatti, la Apple, non avendo mai registrato nulla sotto il nome Steve Jobs, non ha potuto fare niente, ed ha perso. Naturalmente tutto questo ha portato non poco ulteriore clamore all’azienda Steve Jobs, che ha visto aumentato il proprio volume d’affari e le opportunità lavorative.

Tutelarsi è un diritto, è mettere al sicuro il tuo futuro, ovvero la tua azienda, i profitti e tutti quelli che lavorano con te.

Però ricorda anche questo: se ritieni essere una buona strategia di marketing realizzare un Marchio similare ( per similare intendo avere stessa forma, colore, e differenze veramente minime, oltre ad un nome che si avvicina a quello del Marchio al quale ti stai ispirando) allora sappi che non è una buona idea! E’ una pessima strategia di marketing!

Non è il caso sopra citato, sia ben chiaro, lì è un’altra situazione: i due imprenditori hanno creato un loro Marchio e utilizzato un nome famoso, e nulla era vincolato o legalmente blindato da alcun vincolo giuridico. Per tanto, loro hanno agito più che bene e fatto i loro interessi imprenditoriali seguendo le regole. Nel momento però in cui decidi di agire come scritto poche righe fa, sappi che lì sei fortemente a rischio ed operi in una zona d’ombra pericolosa. Se l’azienda, che sicuramente è più famosa e grande della tua ( se no non la utilizzeresti come “fonte d’ispirazione” per la creazione del tuo Marchio) si accorge di quello che stai facendo, ti diffiderà subito, e non avrai la meglio, perché sicuramente tale azienda è registrata su tutti i fronti. Così tu rischi solo di perdere soldi (molti) innanzitutto, tempo e lavoro oltre al danno d’immagine, avendo palesemente torto.

Bene, detto questo, andiamo avanti perché c’è un’altra cosa importante da dire sui Marchie i Brand.

Già perché fra MarchioBrand c’è unadifferenza,e di questo ne ha ampiamente parlato, e continua a parlarne, la W.I.P.O ( World Intellectual Property Organisation). La W.I.P.O, nel sottolineare l’importanza del Brand, del suo valore economico inteso nella totalità di tutto quanto esso rappresenti nei confronti dei tuoi consumatori, dalle emozioni che suscita in positivo verso clienti e potenziali tali, e che li spinge all’acquisto, al significato che rappresenta e a tutto quanto lo riguardi ( cose note delle quali abbiamo parlato ampiamente anche in questo articolo relativo al marketing aziendale) , ne sottolinea anche la differenza che c’è con il Trademark.

Tradotto in italiano, Trademark, è il Marchio commerciale, cioè il Marchio registrato; secondo la W.I.P.O i due, Brand e Trademarksono da intendersi come dei sinonimi, pur differendo negli obiettivi. Ti spiego: secondo la W.I.P.O il Marchio è un qualsiasi segno, o combinazione di segni, in grado di contraddistinguere i beni o servizi di una qualsiasi attività o progetto, dai segni o simboli di altre attività o progetti; questi ultimi saranno in grado a loro volta di creare elementi ( segni) che compongono il Marchio, cioè di realizzare altri Marchi.

Il Trademark/Marchio è uno strumento legale, è una sorta di “ancora” legale che serve per attuare le finalità commerciali specifiche del Brand.

Il Brand è il mezzo, possiamo definirlo una sorta di “attrezzo”, per creare il business.

Entrambi  possono essere visti come le due facce della stessa moneta

Il Brand, proprio perché ha un valore commerciale, ha una rappresentanza maggiore , un valore più elevato sul mercato rispetto al solo Marchio, in quanto il Brand si relaziona, si rapporta direttamente con i consumatori e le loro percezioni. I consumatori determinano la dedizione al Brand e la consapevolezza verso di esso. Il Brand è visto come la reputazione dei beni che esso rappresenta Brand reputation).

Per tanto, come sostiene l’American Marketing Association,il Brand è un nome, termine,segno, simbolo, o l’insieme di tutti questi elementi , intesa a riconoscere beni o servizi di un venditore o gruppo di venditori, e a distinguersi dai loro concorrenti.

Tanto per capire il valore economico del Brand:

I valori sopra riportati si riferiscono  all’anno 2016

Il modo che tu, imprenditore, e la tua azienda avete per distinguervi nel mercato non è solo attraverso il prodotto o servizio che produci/eroghi, ma da come ti presenti sul mercato, da come ti differenzi e crei la tua identità . Da un lato identità legale data dal Marchio, dall’altra l’identità del business data dal Brand, appunto le 2 facce della stessa moneta.

Come sai che il tuo Marchio può essere registrato? In base all’artic. 19 del CPIil Marchio d’impresa può essere registrato da parte di chi lo utilizza o si propone di utilizzarlo a fini commerciali o per l’erogazione di servizi. Mentre l’art.7 del CPI ti indica l’oggetto della registrazione del Marchio.

Nel CPI sono definiti gli strumenti che ti servono per effettuare la registrazione , ma se tu hai già un Marchio registrato e conosciuto sul mercato e lo vuoi modificare puoi farlo? Se sì, come?

Molte sono le multinazionali ben note ai noi tutti che nel corso degli anni hanno modificato il loro Brand attraverso il Marchio; ad esempio,la CocaCola, oppure l’Alfa Romeo o l’Algida per citarne alcuni; anche per questo c’è una legge che ti tutela. Nell’artic. 24 del CPI “Uso del Marchio”dice:

2.  Ai fini di cui al presente articolo sono equiparati all’uso del marchio l’uso dello stesso in forma modificata che non ne alteri il carattere distintivo, non che l’apposizione nello Stato del marchio sui prodotti o sulle loro confezioni ai fini dell’esportazione di essi.

Significa che il marchio può essere modificato ma non alterato in modo tale da non essere più riconosciuto dal consumatore, e senza cambiare la posizione sulla confezione del prodotto, insomma l’etichetta che identifica il tuo prodotto resta lì dov’è.

A tal proposito t’invito a dare un’occhiata al sito del Museo del Marchio Italiano dove puoi farti un’idea di come i Marchi si evolvono senza però cambiare il tratto o i tratti che li distinguono : Parmigiano Reggiano, ad esempio, AlpitourChicco e tanti altri oltre a quelli sopra menzionati ( escludendo CocaCola in quanto americana).

Un altro elemento importante da tenere in mente è il Marchio di Forma, certo perché anche una forma identifica il tuo prodotto ed è bene tutelarlo registrandolo.

Ecco degli esempi : la famosa borsa di Hermès, Birkin, non solo il nome ma anche la sua forma sono registrati e depositati, chi copia è soggetto all’accusa di contraffazione. La famosa lattina della Red Bull, la sua forma è regolarmente registrata e depositata, lo stesso vale per l’ancor più conosciuta e storica bottiglia della CocaCola, entrambe non possono essere utilizzate e copiate da altri.

  

Il Marchio può essere anche di tipo olfattivosonoro e di colore e per tutelarti puoi registrare una delle caratteristiche, o tutte e tre se le contiene tutte.

Il Marchio sonorosi riferisce ai  jngle come quello di Samsung, ad esempio,  presente nei suoi telefoni o altri apparecchi del marchio. Il Marchio di Coloreè proprio un colore che lo identifica, ad esempio il colore viola della mitica cioccolata Milka. Il Marchio olfattivo bé per questo passo direttamente all’esempio pratico e non ci crederai mai: è  l’odore di erba delle palline da tennis!

Dalle molteplici sfaccettature che ti ho appena menzionato puoi ben capire adesso che non ha importanza quanto il tuo business sia grande e conosciuto, tutelarti è nel tuo interesse, ed è giusto perché non si sa mai cosa possa accadere, è importante che ti proteggi e lo puoi fare solo legalizzando sotto tutti i punti di vista la tua attività.

Se desideri chiedermi più informazioni o specifiche , ti prego contattami tranquillamente sarò felice di risponderti e approfondire l’argomento.

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