Come funziona il tuo "Track"?

Come funziona il tuo "Track"?

In questo articolo, caro imprenditore, voglio trattare di un argomento interessante, o meglio di un servizio che oggi fa molto discutere sia te e i tuoi colleghi imprenditori, che i consumatori, e dove la UE è intervenuta.

Ti parlo del servizio di consegne dei pacchi o, come si usa dire utilizzando il termine inglese ormai di uso comune anche in italiano, del servizio di track tracking !

La traduzione letterale dall’inglese all’italiano è tracciatracciatolocalizzazioneinseguimento, perfetta quindi per definire l’inseguimento di un oggetto, ovvero il o i pacco/pacchi, e la sua localizzazione durante il tutto il percorso: da dove partono sino a dove arrivano. Ecco dunque che con un solo termine inglese esprimiamo più concetti relativi ad un servizio specifico: quello di spedire pacchi e seguirne il loro viaggio sino a destinazione.

Negli anni 80’ 90’, prima di internet, prima di GoogleFacebook, prima di tutto insomma, spedire un pacco era un po’ un’avventura se vuoi: innanzitutto non c’erano scatoloni ad hoc che acquistavi alle Poste come oggi, o in cartoleria, ma li dovevi recuperare, soprattutto dai retrobottega dei negozi come i supermercati. Poi avveniva l’imballaggio, infine ti recavi all’ufficio postale, sbrigavi le pratiche di rito dopo un’estenuante attesa, e in fine, una volta spedito il pacco, pregavi che arrivasse a destinazione indenne, senza perdersi, e in tempi “ragionevoli”.

Insomma, per sapere se tutto era andato a buon fine, attendevi un cenno di riscontro dal tuo destinatario!

Non a caso, quando le aziende si dovevano organizzare per la consegna di pacchi regalo, soprattutto durante le festività natalizie, lo facevano con largo anticipo, altrimenti rischiavano che i pacchi arrivassero il Natale successivo!

Prima di proseguire però, ti chiedo come sempre al termine della lettura che sono sicuro troverai interessante 😉 , di voler condividere questo articolo nelle pagine social che preferisci.

Grazie come sempre in anticipo!

Per non parlare delle consegne rapide in città, che dovevano avvenire in giornata, entro tempi brevissimi ( si parla sempre di un periodo che va dagli anni 80’ circa, sino agli inizi del 2000): dal fattorino siamo passati ai “Pony Express” , ragazzi spericolati che per guadagnare qualcosa anziché lavorare al bar o in pizzeria, preferivano consumare la miscela dei loro motorini, e correre in giro per la città in modo spericolato ( spesso facendo anche qualche incidente) a consegnare in genere plichi, o documenti urgenti. Insomma, quello che fanno oggi i ragazzi che lavorano sia per ristoranti, bar , pizzerie  sia per aziende intermediarie nella consegna di “prelibatezze” a domicilio, i “corrieri del cibo” o più comunemente conosciuti con l’appellativo di rider, in quanto il loro mezzo di trasporto è anche la bicicletta, da qui rider, corridore, perché dovrebbero correre con le loro biciclette in giro per la città a fare consegne.

La differenza fra Pony Express Riders è cosa viene consegnato. I primi consegnavano principalmente documenti, a volte anche qualche pacco ma di piccole o medie dimensioni però, i secondi principalmente prodotti alimentari.

Erano convenienti, perché i Pony Express dipendevano da piccole società organizzate in tal senso che fornivano, soprattutto ad uffici o agenzie presenti in città, un servizio di consegna immediata. Inoltre, in base a quante consegne giornaliere i clienti necessitavano, venivano loro offerti delle specie di abbonamenti, per tanto era più conveniente che non spedire una raccomandata urgente! Ci tengo a sottolineare, viste le polemiche degli ultimi tempi su come i “piccoli corrieri del cibo” di oggi vorrebbero essere tutelati, che quei ragazzi venivano pagati a consegna, e anche poco, e spesso non avevano rimborsi su miscela o altro, e nessuno di loro si è mai lamentato. Era giusto? Era sbagliato? Diciamo venivano ben sfruttati, ma avevano sempre il sorriso sulle labbra, a differenza di oggi. Una customer care ben diversa, questo è da dire.

Oggi in Italia non se ne vedono più, o meglio sono cambiati: fanno consegne utilizzando come mezzo sia la bicicletta ( e non quelle da corse come fanno i corrieri americani, ad esempio), che gli scooter entrambi forniti direttamente dal ristorante o pizzeria, provvisti degli appositi contenitori per alimenti pronti.

Al tempo che fu, l’attore Jerry Calà ne fece pure un film “Il ragazzo del Pony Express” , che dipingeva una realtà del tempo davvero interessante, un’economia di quegli anni alquanto viva.
Ma siamo nel 2018, caro imprenditore, e da allora molto è cambiato: è arrivato internet, e con esso la possibilità di comprare utilizzando dispositivi quali un PC, piuttosto che uno Smartphone o un Tablet. Insomma, basta avere un collegamento alla rete e il gioco è fatto, puoi acquistare ciò che vuoi, ovunque  il tuo oggetto del desiderio si trovi, e a qualunque ora del giorno o della notte.
Eh sì, l’arrivo del commercio elettronico, o e-commerce, ha cambiato tutto sia per te che per i consumatori, e anche i modelli di spedizione hanno dovuto adeguarsi a questo cambiamento.
Con l’improvviso imperversare dello shopping on-line, il primo problema che ai consumatori, ma anche a te imprenditore, si è presentato è stato quello relativo alle spedizioni e ai costi.
Spedire, soprattutto agli inizi del “boom” del commercio elettronico  che, però, in Italia sta prendendo sempre più piede solo dagli ultimi anni, rappresentava davvero un costo oneroso. Le aziende nazionali che si occupavano di spedizioni erano poche, e le Poste Italiane non erano decisamente preparate a questa novità.

Con il passare del tempo, le aziende di spedizioni sono aumentate, internazionalizzate, e migliorate nella velocità delle consegne. Anche le nostre Poste si sono adoperate nel migliorare e sviluppare i servizi di spedizione. Inoltre, grazie allo sviluppo tecnologico, è anche nata la possibilità di seguire tutto l’iter del proprio pacco, dalla partenza sino a tutto il tragitto e consegna.

Sono parecchi i commenti che, ancora oggi, si leggono nei vari siti di e-commerce, relativi a disguidi di recapito: il caso classico è non essere in casa, ad esempio, quando il pacco viene consegnato, nonostante venga chiesto al ricevente di indicare un orario di preferenza, a volte anche il giorno, e nonostante si possa appunto seguire tutto il suo percorso.

Naturalmente, una volta consegnato, non mancano anche commenti negativi sulle condizioni del pacco, su un packaging o imballaggio che molte volte lascia molto a desiderare.

Considerando i costi che ci vogliono per un utente che acquista e quelli che sostiene la tua azienda, spesso i soggetti coinvolti si sono trovati da entrambe le parti insoddisfatti.

La questione dei resi per un tuo cliente, è sempre un tasto alquanto dolente, nonostante tu sia riuscito a semplificargli la vita inviandogli già bolle pronte per la spedizione da affrancare al pacco, possibilità di riciclare anche la stessa scatola ( se ovviamente è arrivata in buone condizioni), di più ancora quando dai loro la possibilità di fornirgli il servizio di reso gratuito.

Ecco un altro punto: la gratuità del reso, ma molto spesso anche dell’ordine, indipendentemente da quanto il cliente decida di spendere.

Un’azienda che ha sempre operato così, ovvero con spedizione e reso gratuiti, è Zalando ad esempio, è sempre stato il suo cavallo di battaglia, la sua mission. Invece, un’azienda come Mango, solo per citarne una fra tante, offre la spedizione gratuita a partire da 30Euro, con reso però gratuito. Anche qui c’è da dire che la prima è un’azienda multy brand che vende solo on-line, la seconda è il brand stesso, con negozi fisici in franchising sparsi in tutto il mondo, e dove puoi far arrivare il prodotto richiesto direttamente al negozio a te più comodo.

Per tanto il fatto che un’azienda che vende solo on-line offra spedizione e reso gratuito deve avere un volume d’affari davvero elevato per ammortizzare i costi, e questo è uno dei motivi principali che ti fanno tirare indietro sulla gratuità sia di entrambi i servizi ( consegna e reso), che su uno dei due. Nel secondo caso è da sottolineare che l’azienda ha come forza principale di vendita in negozi, come seconda opzione l’on-line, e proprio per questo compensa i costi di spedizione. C’è da dire che essendo un brand low cost, un utente fa presto a raggiungere e superare i 30 Euro, e qui la domanda nasce spontanea: perché non metterlo direttamente for free? Se è per incentivare e perché non acquisti un prodotto che gli costa meno della spesa di spedizione, in un certo senso con i famosi “ a partire da 30 Euro” è come se il cliente pagasse il servizio.

Ma allora in questo caos di spedizioni, dove c’è chi offre tutto gratis e chi invece fa pagare cifre alquanto elevate , praticamente quasi un sovra prezzo al prodotto che un utente intende acquistare, come si fa?

Da un lato ci sei tu, imprenditore, che ricevi richieste dal nord Europa, oppure dall’Asia o dalla Cina, i cui costi di spedizione sono alquanto elevati, dall’altra c’è un utente arrabbiato che vede offerte di spedizione gratuita , ad esempio, nel paese di appartenenza dell’azienda dalla quale decide di comprare ciò che gli interessa, sia essa UE o extra UE, e dall’altra trova i suoi costi di spedizioni a volte anche raddoppiati in quanto non c’è un prezzario in merito!

Esattamente questo è il problema: nei servizi di tracking, fino a poco tempo fa, vigeva il libero mercato tariffario sulle spedizioni! Non solo, ma vi era spesso anche un’ impossibilità all’acquisto in shop-online internazionali: il sito geolocalizzava la posizione dell’utente internauta che voleva comprare e lo bloccava, oppure gli imponeva dei costi extra, o dei veri e propri sovraprezzi non solo sui prodotti, ma anche e soprattutto sui servizi di spedizione.

Finalmente un primo passo è stato fatto per portare un po’ di ordine in questo caos. Intanto da febbraio 2018 è stato dato un vero e proprio STOP alle aziende straniere UE che impedivano l’acquisto sul loro sito ad utenti di altri paesi e magari sempre membri della UE!

L’Europarlamento ha di fatto bloccato sia sovraprezzi o costi ulteriori  per chi decide di comprare in paesi interni alla UE come SveziaGermania, Francia e così via, che l’impossibilità di acquisto. A Strasburgo, dove l’Europarlamento si è riunito in sessione plenaria, è stato approvato, con 557 SI contro 89 NO 33 astensioni, il regolamento che segna la fine del così detto Geo-BlockingIn sintesi molto stretta, con questa norma che diverrà effettiva a novembre 2018, sono state abbattute una parte delle barriere dello shopping on-line che si ponevano fra l’utente e l’azienda straniera venditrice.

Ma ciò che interessa di più a te è soprattutto questo: nello stesso periodo in cui l’Europarlamento ha approvato il Geo-Blocking, ha anche approvato il regolamento di rendere più omogenee e convenienti le tariffe per le spedizioni oltre confine, sempre fra i paesi membri della UE.

Questa nuova normativa andrà a far parte di tutta quella serie di nuove leggi che si stanno creando in merito alla regolamentazione del commercio on-line ( come è appena avvenuto, ad esempio, per la questione sulla privacy con il GDPR, non che sul copy right elettronico).

Questo per facilitare non solo i rapporti fra utenti/clienti e imprese, ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’Italia, che rispetto ad altri paesi è di qualche % più indietro, per invogliare maggiormente le persone all’acquisto “virtuale”, quindi a far aumentarne il giro d’affari.

Per tanto, d’ora in poi, le aziende che si occupano dei servizi di track o spedizioni dovranno rendere pubblici e concorrenziali, e per concorrenziali s’intende anche convenienti, i prezzi dei servizi che offrono. Non solo, la Commissione Europea andrà a pubblicare i dati da loro forniti su un sito istituito ad hoc per loro, così che vi sia da un lato una sorta di mercato equo nella concorrenza, e dall’altro aziende e cittadini possono verificare e decidere in libertà con chi effettuare i propri servizi, senza spendere follie.

Altra cosa importante: la Commissione vigilerà sui prezzi e servizi di spedizione, così che si cercherà di andare in contro anche alle esigenze di quelle PMI, come può essere la tua, che possano trovarsi in luoghi più isolati rispetto ad altre aziende, e che per questo sono sempre state vittime di ingenti sovra prezzi da parte delle aziende fornitrici del servizio.

Ora tu puoi controllare anticipatamente le tariffe e formulare regolare reclamo se tali aziende non rispettano le nuove norme in vigore, in quanto le aziende di spedizione devono comunicare alla Commissione

Rimangono escluse solo le aziende aventi meno di 50 dipendenti, e che lavorano solo all’interno del proprio Paese.

C’è da dire a favore delle aziende di spedizione che, al di là di quanto è stato approvato dalla UE, molte si sono anche autonomamente adoperate per facilitare a livello pratico soprattutto gli utenti, così che non si scoraggino ad acquistare per problemi di recapito del pacco.

Ad esempio, le Poste Italiane si sono recentemente “alleate” con le Tabaccherie permettendo loro di entrare a far parte del circuito Punto Postedando la possibilità di fornire agli utenti un servizio di consegna e ritiro pacchi, o anche di reso, oltre al servizio di spedizione di buste preaffrancate o prepagate. Nelle tabaccherie aderenti, verranno anche presto allestiti i così detti lockers, cioè gli armadietti dove verranno lasciati i pacchi da ritirare o consegnare in modo automatico, con un servizio continuativo h.24, 7 giorni la settimana.

Anche una fra le aziende di spedizione più grosse ed importanti a livello mondiale come UPS si è molto adoperata andando incontro alle esigenze delle aziende e dei consumatori. UPS afferma che il volume dei resi è direttamente proporzionale al volume di acquisto, per questo essa fa sì che tale servizio possa essere il più facile e veloce possibile.

Da una recente indagine effettuata in Italia da parte di UPS, è risultato che:

Ecco perché UPS si è adoperata consigliando le aziende che spesso perdono business proprio perché non si rendono conto che sbagliano la politica dei resi!

Così, UPS, ti aiuta collaborando e proponendoti di fornire etichette pre-stampate da far trovare ai tuoi clienti all’interno del pacco, ad esempio, oppure di fornire loro un credito o rimborso non appena il reso viene inserito nel circuito di UPS. Non solo, ma anche con UPS vi è la possibilità di lasciare i propri pacchi da restituire già belli e pronti con le loro etichette e prepagati nelle oltre 1000 sedi UPS Access Point™ in Italia, ovvero dei lockers come quelli di Poste Italiane o di altre aziende affini. Ovviamente questi si utilizzano anche per il ritiro merce, non solo per i resi.

In genere i lockers UPS si trovano all’interno di esercizi commerciali, in luoghi facilmente raggiungibili e strategici in quanto a flessibilità di orari e aperture prolungate, così da rendere il servizio facile e veloce, proprio come per i lockers delle Poste.

La stessa Amazon offre tale possibilità : anch’essa ha posizionato dei lockers in centri commerciali, così da agevolare in tutto i suoi clienti.

Bene, spero che anche questo aspetto della tua attività imprenditoriale sia più chiaro, ma soprattutto tu abbia compreso quanto sia importante per te questo servizio se vuoi mantenere un volume di affari elevato, e costi contenuti, senza perdite o rimettendoci.

Io vorrei sapere cosa ne pensi, anzi meglio vorrei conoscere come gestisci il tuo servizio di track, per ciò attendo un feed bakc qui sotto oppure contattami qui, sarò felice di risponderti nel più breve tempo possibile.

A presto! 😉

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