PMI: Liquidità? Sì, grazie!

PMI: Liquidità? Sì, grazie!

Caro imprenditore, l’argomento che sto per andare ad affrontare oggi è un po’ spinoso, anzi una “vera spina nel fianco” quando, e se ti capita.

Ti è mai successo che ti venga commissionato un lavoro e questo non ti venga pagato? Purtroppo, in Italia soprattutto, è un fenomeno di vero e proprio “mal costume” diffuso, quello di utilizzare qualsiasi mezzo, anzi nella maggior parte dei casi è da utilizzare come termine “mezzuccio”, quello di non pagare un servizio o prestazione richiesta, insomma un lavoro svolto regolarmente.

E’ sì, nella maggior parte dei casi, da parte del committente, c’è proprio una volontà a priori, un’idea di partenza da parte sua che, alla fine del lavoro, non s’intenda saldarlo. E si capisce che è un qualcosa deciso “a monte”, proprio grazie alle assurde giustificazioni adottate dal soggetto, o ancor peggio, in alcuni casi, dal suo “volatilizzarsi”.

Come fai allora, quando ti capita, ad affrontare le perdite che tale pessima situazione ti porta a fronteggiare?

Non è facile, e anche questo fa parte di uno dei rischi d’impresa nel quale puoi imbatterti quando hai un’attività tua, sia che tu abbia un’azienda o un’agenzia di servizi, sia che tu possa essere un libero professionista con partita IVA.

Voglio mostrarti cosa può accaderti nel caso “inciampassi” in persone poco serie, cosa puoi fare (nei limiti) e come (sempre nei limiti) puoi prendere più precauzioni possibili per tutelarti al meglio.

Prima di proseguire però, ti chiedo come sono solito fare nella prima parte dei miei articoli, di poterli condividere al termine della lettura, sui canali social che prediligi.

Potrebbero essere utili anche ad altri tuoi colleghi.

Come sempre grazie in anticipo!😉

Oggi, nonostante ormai la parola “crisi” sia di moda e la si utilizzi per giustificare qualsiasi azione negativa un individuo commetta, non è la principale causa ( sempre con le dovute eccezioni, naturalmente) dei mancati incassi da parte di un imprenditore o di un libero professionista.

Purtroppo questo fenomeno, come già ti ho accennato poco fa, è molto diffuso più di quanto si possa immaginare, e, se per un’azienda di grandi dimensioni qualche incasso mancato non fa la differenza ed è da considerarsi quasi “fisiologico”, per chi opera in più piccolo purtroppo la differenza la fa eccome! Per un professionista, o un’agenzia, o anche una micro impresa, ad esempio, bastano anche solo 2 o 3 clienti insolventi e la così detta “banca rotta”, o fallimento, è dietro l’angolo!

Il problema dei clienti insolventi, ad oggi è da considerarsi come una “piaga” che deve essere debellata, e nei confronti della quale ancora molto poco si sta facendo, nonostante qualcosa si sia mosso, ma non abbastanza per tutelarti al meglio.

Fra l’altro, le conseguenze dei mancati pagamenti dei clienti, portano ad una serie di eventi a catena: se tu non vieni pagato, non puoi a tua volta pagare i tuoi dipendenti, i tuoi fornitori, le tasse, insomma tutte le utenze importanti. E’ come se l’insolvente provocasse una valanga che va a distruggere e ad ingigantirsi a mano a mano che scende nella sua folle corsa.

Ti faccio un esempio pratico: se operi nel settore edile, dove ricevi la commissione direttamente dal soggetto che vuole costruire una casa, generalmente ti fai dare degli acconti in base all’avanzamento dei lavori, e che sono quelli che ti servono per acquistare i materiali, e pagare i dipendenti e le maestranze varie. Alla fine del lavoro, quindi a chiusura cantiere, quando è il momento di ricevere il saldo, che rappresenta il tuo effettivo guadagno, spesso accade che il committente si dilegui, ovvero che non paghino.  Diventano improvvisamente tutti maghi come Houdini, spariscono nei modi più impensabili o trovano le scuse più assurde.

Le conseguenze, in questi casi, sono davvero disastrose, ed è per questo che molte imprese edili falliscono.

Non solo ti ritrovi a non pagare i tuoi operai, ma anche a pagare le salate tasse su un lavoro eseguito e non saldato.

E’ di questi giorni una notizia interessante, e positiva, che riguarda proprio chi opera nel settore case, nello specifico dell’arredo: per far fronte proprio alla problematica d’imbatterti in clienti insolventi, è stato creato un monitoraggio del rischio del credito, una vera e propria piattaforma on-line dove, all’interno, le aziende possono monitorare i rapporti con i distributori in base al loro grado di solvibilità. E’ un vero e proprio controllo dedicato al comportamento in merito ai pagamenti del soggetto per verificare così, prima di avviare un rapporto, se ci sia affidabilità o meno.

Sarebbe interessante che questo sistema si potesse adottare per tutti i settori, anche se qualcosa c’è.

La verità è che spesso quando ti trovi costretto ad affrontare un’ insolvenza rischiando, oltre che l’azienda anche la salute, ti senti “beffeggiato” sotto tutti i punti di vista perché, anche legalmente, non vieni tutelato a dovere.

I tempi e i costi per una causa sono lunghi e onerosi, in media una causa civile, in Italia, non si risolve prima di 8 anni, un’odissea vera e propria ( naturalmente il debitore convenuto questo lo sa benissimo, ed è una delle ragioni per le quali si fa forte di poterti “sbeffeggiare” sotto tutti i punti di vista, aprofittandone).

Nel caso poi in cui tu vincessi la causa, e il debitore riceva la condanna a pagarti ma non lo fa, e si passa al pignoramento dei beni, il soggetto ha avuto tutto il tempo di liberarsi degli eventuali beni e tu resti , come si suole dire, “ con un pungo di mosche in mano”.

E così sembra che la Giustizia non sia uguale per tutti!

Naturalmente esistono anche imprenditori che “frodano” i propri clienti, chiedendo loro più soldi del dovuto, e scavalcando tranquillamente la legge. Queste, in genere, sono le grandi aziende o  multinazionali che operano nei settori delle telecomunicazioni, ad esempio. Ti ricordi quando le varie compagnie telefoniche avevano deciso di accollare un pagamento in più agli utenti loro clienti fatturando anticipatamente il servizio erogato ( per non parlare di quando attribuiscono senza chiedere servizi a pagamento non richiesti).

Finalmente dopo polveroni sollevati, e ricorsi al TAR , la legge si è mossa portando la fatturazione mensile e guai a chi sgarra! E programmando i rimborsi agli utenti (https://f7td5.app.goo.gl/9LMJFZNZfZUneYCx1 ).

Sarebbe bello che anche per gli imprenditori e i professionisti ci fosse la possibilità di un rimborso, o almeno di non pagare le tasse su fatture emesse e non saldate.

Per quanto concerne i liberi professionisti, nonostante la riforma del Job Acts per partite IVA, nello specifico la legge n.81 del 22 maggio 2017, dove si parla della tutela del professionista quali: obbligatorietà di un contratto scritto fra le parti e pena nel caso in cui il committente fosse contrario alla stipula dell’accordo scritto, oppure la violazione dello stesso da parte del committente come il mancato pagamento, i tempi previsti per i pagamenti, e così via. Ma questo non è abbastanza per tutelarlo, proprio a causa di tutte le conseguenze già citate sopra.

Unica differenza, la possibilità per tutti i professionisti ( anche quelli che non appartengono ad un ordine professionale o ad un collegio ) e, naturalmente, gli imprenditori, di poter stipulare un’assicurazione che li tuteli nel caso di clienti insolventi.

Si tratta della polizza di Tutela Legalecon la quale l’assicuratore si prende incarico tutto quanto riguardi la parte legale o conflittuale ( spese per procedimenti civili o penali, avvocato, richiesta non solo di riscossione del debito ma anche dei danni che il mancato pagamento ha portato come conseguenza, e così via). Questa assicurazione, copre anche quando vi è solo il ritardo nel pagamento della fattura da parte del cliente, e viene stipulata in base a quelle che sono le tue esigenze, quindi fatta su misura per te.

Questa può essere una soluzione interessante.

Un’altra alternativa è il Factoring, ovvero l’anticipazione del credito commerciale, che ti permette di ottenere disponibilità finanziaria immediata. Si tratta di un operatore  economico professionale ( il Factor ) che opera appunto nel settore factoring, al quale cedi il tuo credito e si occuperà di riscuoterlo comprandolo da te, imprenditore e cedente, ad una certa percentuale che avete anticipatamente concordato.

Esiste anche l’assicurazione del credito commerciale, ottimo strumento di garanzia, e che ti assicura proprio sul rischio di non ricevere i pagamenti da parte dei clienti.

Purtroppo il rischio di contrarre credito è sempre dietro l’angolo: in quanto lo svantaggio , dato anche e soprattutto dal fattore tempo, è tutto tuo.

Tu porti a termine il lavoro, consegni la merce o fornisci il servizio, nel momento però di ricevere il pagamento, il cliente temporeggia, ed è qui che “casca l’asino”. Più il cliente insolvente tarda a pagare, più tu diventi, a tua volta e involontariamente, debitore verso altri in quanto ti viene a mancare una liquidità che non ti permette di far fronte alle spese sostenute e che sostieni.

Ecco che l’assicurazione relativa alla copertura del credito a breve termine, valida non solo a livello nazionale, ma ti copre anche in caso di riscossioni internazionali, ti risarcisce delle perdite sostenute in conseguenza delle inadempienze dei tuoi debitori. Naturalmente, la quota d’indennizzo avviene entro i termini che hai stabilito al momento della stipula della polizza assicurativa.

La copertura comprende la totalità dei crediti e tutti i tuoi debitori; tu non puoi selezionare a priori quali debitori assicurare e quali no. In via eccezionale, questo puoi farlo solo per i crediti all’esportazione, proprio per favorire chi esporta con una copertura assicurativa anche “singola” ( cioè verso un debitore pre-selezionato), soprattutto in caso di catastrofi o accadimenti politici.

E’paradossale dover disquisire di come non farsi “imbrogliare” da clienti insolventi, quando acquistando in internet o in qualsiasi negozio, è obbligatorio pagare il prodotto al momento dell’acquisto!

Purtroppo però questo problema c’è, esiste, e bisogna essere pronti, e anche furbi, non solo nel tutelarti con i mezzi assicurativi, ma anche con contratti blindati ( che in caso dovessi ricorrere alle vie legali, rappresentano comunque l’arma vincente a tuo favore).

Stabilire bene i tempi di consegna del lavoro, eventuali liberatorie, prezzi e modalità dei pagamento, sono gli elementi fondamentali da inserire nel contratto. Soprattutto in questa fase è importante sottolineare che non inizi un lavoro se prima non viene versato un anticipo o acconto ( in base alla cifra si possono concordare dilazioni mensili o più tranche). Valutando l’intera somma, l’ideale sarebbe arrivare in prossimità del saldo che sia il più possibile di entità esigua, minima, così da non doverci rimettere nel caso in cui il cliente si riveli insolvente.

Il “top” ( e alcuni lo fanno), sarebbe riuscire ad ottenere un pre-pagamento dilazionato se la somma è ingente, importante; totale se la cifra è contenuta.

Lo so a cosa stai pensando, che così rischi di avere meno clienti, ma la selezione è importante se vuoi lavorare in tranquillità e di qualità, il detto “meglio pochi ma buoni” in questo frangente è vero!

Se vedi che in fase di contrattazione il cliente tende troppo al ribasso del prezzo che gli hai proposto, ed è anche contrario a farti un anticipo, allora valuta bene se proseguire, nel 90% dei casi sarà uno di quei clienti da “black list”!

Se poi dovessi trovarti ad affrontare un cliente che percepisci sarà un temporeggiatore nel pagarti, o peggio non lo farà, dovrai adottare anche tu “le maniere forti”.

Non gli consegnerai la merce o il lavoro se prima non ricevi il pagamento convenuto. Non sempre ciò è fattibile ovviamente, dipende in che settore lavori, però qualcosa si riesce sempre ad escogitare, “di necessità virtù”, e a volte se anche tu temporeggi prima di consegnare un lavoro e ti fai pagare, è meglio e più sicuro.

Ci tengo a sottolinearti che sfortunatamente il dover lavorare con l’incognita del “mi pagherà?”, è frutto di una “mentalità tutta italiana”, del Bel Paese dei “furbetti”, di un “mal costume” diffuso, e che riguarda soprattutto alcuni settori lavorativi in particolare.

In altri Paesi, versare acconti e saldare è del tutto normale, nessuno obbietta e se capita il contrario, la legge agisce in fretta tutelandoti!

Bene, sono arrivato alla fine di questo argomento dai risvolti “difficili” .

Se dovessi avere dubbi o domande, ti prego di non esitare a contattarmi, sarò felice di risponderti! Puoi anche commentare qui sotto, per esprimere la tua opinione a riguardo.

A presto!😉

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