Il rischio d'impresa

Il rischio d'impresa

Caro imprenditore, come hai potuto notare durante la lettura dei miei articoli che trovi nel mio Blog, mi pongo sempre dalla tua parte ma, nello stesso tempo, sono anche come un occhio attento e vigile esterno per poterti dare il giusto apporto. Cerco di essere un po’ la tua coscienza, o se preferisci un ritorno all’infanzia con questa metafora, il tuo “grillo parlante”. Non perché tu sia Pinocchio 😉, ci mancherebbe, al contrario perché voglio aiutarti, se posso e me lo permetti, senza prometterti ricchezze, mari e monti, ma semplicemente aiutandoti a visionare con obiettività quanto ti capita quotidianamente lavorando.

Se ci fai caso, tutti gli argomenti affrontati sino ad ora, riguardano ciò che ti succede ogni giorno, e mi piace poterti affiancare e poter essere appunto il tuo “terzo occhio”, facendoti valutare i pro e contro delle varie situazioni. Insomma, affiancarti nel valutare in modo critico e costruttivo le novità, imprevisti e quant’altro ti trovi ad affrontare.

Tutto questo ampio preambolo, l’ho fatto perché l’argomento di oggi è alquanto delicato e, come probabilmente hai intuito dal titolo, riguarda i rischi della tua attività, il così detto rischio d’impresa. Ho pensato che, mancando circa una sessantina di giorni all’entrata in vigore della nuova normativa europea sulla privacy, il così detto GDPR, potrebbe esserti utile uno sguardo completo su quali siano i rischi maggiori per una PMI e come affrontarli a livello assicurativo.

Prima però di proseguire, come ormai è mia consuetudine, ti chiedo cortesemente, sempre al termine della lettura, di voler condividere , se lo ritieni interessante e utile naturalmente, questo articolo sulle pagine social che preferisci di più!

Grazi mille in anticipo 😉

Intanto parto dal concetto di cosa s’intenda per rischio d’impresa: è la responsabilità dell’impresa sulle sue scelte; essa è a carico dello stesso imprenditore, cioè tu, che, a nome proprio, ne esercita le attività economiche. Non sempre il rischio d’impresa e quello tuo d’imprenditore possono coincidere. In base al tipo di società che hai costituito ( ad esempio società a responsabilità limitata, società di capitali, ecc) alcune leggi non considerano te, imprenditore, responsabile di determinate azioni.

Il rischio d’impresa  può essere di tipo economicofinanziario, patrimoniale. Il primo, quello economico, riguarda l’equilibrio fra i costi e i ricavi, quindi il reddito dell’azienda; il secondo, quello finanziario, si occupa dei flussi di moneta dell’azienda, quindi della sua liquidità; il terzo, quello patrimoniale, riguarda direttamente l’impresa e le sue attività, e il suo patrimonio aziendale.

Faccio un passo indietro, torno nuovamente a presentarti le definizioni e la distinzione che c’è fra impresaazienda PMI.

Solitamente, i termini impresa e azienda si utilizzano interscambiandoli fra di loro, si usano come due sinonimi l’uno dell’altro. Il che è corretto nel linguaggio comune, ma di fronte alla lex non è esattamente così. A livello legale, l’impresa è un’attività economica professionale organizzata il cui fine è quello di produrre o scambiare beni o servizi. ( Artic.2082 del Codice Civile, nella “definizione d’imprenditore”). Invece l’azienda, secondo l’Artic. 2555 del Codice Civile, la definisce come “ Il complesso dei bei organizzati dell’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”

Questa differenziazione, in termini giuridico legali, è molto importante sia ai fini assicurativi, che a livello legale, nel determinare le responsabilità nel caso in cui ti succeda qualcosa. Infatti, con l’impresa tu devi definire i tuoi obiettivi, e non i mezzi con i quali realizzarlo, né chi lo dovrà fare. Con l’azienda, al contrario, è essa stessa il soggetto economico giuridico che organizza i fattori per la produzione e il lavoro per la realizzazione .

Con la denominazione di PMIPiccola Media Impresa, si definisce l’impresa indipendente, la cui dimensione economico, finanziaria e produttiva è intermedia fra le piccole e le grandi imprese. Si tratta dunque della tua situazione, dove non hai un sistema di produzione strutturato e le risorse finanziarie sono decisamente inferiori rispetto ad un’impresa o ad un’azienda. Non per questo è da considerarsi meno importante a livello nazionale ed internazionale, al contrario la tua impresa ricopre un ruolo molto importante per la produzione, in quanto spesso ti specializzi nel produrre un determinato bene, garantendo un’alta qualità dello stesso e diffondendo così quel Made in Italy d’eccellenza tanto ammirato nel modo, proprio per l’artigianalità con la quale produci. Ed anche per l’occupazione, generando posti di lavoro soprattutto in quelle zone più isolate o piccole ove può sorgere la tua PMI. Questo ti dà la possibilità di poter usufruire di agevolazioni o sovvenzioni che spesso vengono messe a disposizione sia dal Governo nazionale o locale, che dalla Comunità Europea. Oppure anche di piani di sostegno questo proprio per la minor disponibilità economico finanziaria che possiedi e della quale ti ho menzionato poc’anzi, come le difficoltà di accesso a crediti e ad attrarre capitale.

Ti sottopongo anche un’altra differenza che ti riguarda: la piccola impresa ce l’hai quando non superi i 50 dipendenti e non fatturi oltre i 10 milioni di euro; una media impresa ce l’hai quando non superi i 250 dipendenti e non fatturi oltre i 50 milioni di euro. Detta in modo molto breve. Inoltre la tua PMI a livello organizzativo ha una dimensione contenuta rispetto ad una grande azienda, sei proprio tu che la gestisci, te ne occupi in prima persona circondato da alcuni tuoi collaboratori fidati specializzati in determinati ambiti, in quanto lo scopo della tua PMI è quella di erogare un prodotto che sia “ al top”!

Bene definito cos’è il rischio d’impresa e cosa sia la tua PMI legalmente, passo a delinearti cosa ti rappresenta il rischio e come dovresti tutelarti.

Il numero di rischi ai quali oggi sei soggetto sono davvero molti, e non riguardano più solo quelli relativi alla tutela del dipendente, del locale azienda, del furto e dell’incendio. Ma anche quelli ambientali, il rischio “cibernetico” o cyber risk che, con l’avvento del digitale, sta occupando ormai le primissime posizioni a livello di preoccupazione dei tuoi colleghi imprenditori, soprattutto in materia di protezione di dati sensibili: la cronaca di questi giorni ama allarmarci non poco con lo scandalo Facebook e del suo ideatore Zuckerberg e a tal proposito, in tema anche con quanto ti sto scrivendo, ti consiglio la lettura di questo articolo dal taglio mordente ma estremamente realistico e utile, oltre che interessante https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/22/scandalo-facebook-in-big-data-we-trust-ma-non-nel-frappuccino/4242527/ .

E proprio perché ti poni la domanda su come affrontare i rischi, e quindi proteggerti, ti chiedi anche “come”, visto che la richiesta economica per farlo attraverso l’assicurazione è alquanto onerosa. “Se succede qualcosa e non posso continuare a produrre a livello economico come faccio fronte a ciò che mi si presenta?” Domande tutte lecite.

Ma, innanzitutto no panic!
Cosa devi proteggere della tua azienda? Il capitale economico finanziario, quello patrimoniale, umano ( i dipendenti), culturalecivile e fiduciario

Ci sono due tipi di rischio: quello speculativo che riguarda i rischi legati ad eventi suscettibili all’incremento o alla riduzione del valore della tua impresa. Ad esempio vuoi espanderti all’estero, oppure lanci un nuovo prodotto e così via. Ci sono i rischi detti puri cioè quelli legati ad eventi improvvisi come appunto un incendio, una responsabilità civile ecc, che possono condurre alla riduzione del valore della tua impresa. Questi, rispetto ai rischi speculativi, sono peggiori.

Per assicurarti, essendo la tua una PMI, puoi accedere appunto a dei crediti con dei tassi medi migliori; inoltre assicurando il tuo processo produttivo, qualsiasi imprevisto tu debba affrontare, non va ad intaccare, come spesso accade, il tuo patrimonio. Senza l’assicurazione, la possibilità che hai di’incontrare imprevisti raddoppia, con conseguenze negative sulla produttività e sulla possibilità di ripagare i debiti contratti oltre a dover richiedere ulteriori finanziamenti per porre rimedio ai danni contratti.

Per tanto proteggere il tuo capitale investito significa tutelare i fattori relativi alla produttività dei beni materiali e alla loro continuità produttiva. Ad esempio: ti si rompe una macchina? Se sei assicurato paga l’assicurazione e non sei costretto ad interrompere la produttività ( naturalmente dopo le dovute analisi effettuate ovviamente 🧐 ).

Proteggerti per la responsabilità civile significa proteggerti dai danni che puoi aver causato a terzi ( ad esempio un materiale difettoso già diffuso).

Proteggere il tuo capitale umano, la tua forza motrice i dipendenti, è necessario e indispensabile: un infortunio o una malattia sono sempre “ dietro l’angolo”, inoltre se riesci a creare un buon welfare in azienda con contratti interessanti, fidelizzi il tuo dipendente, perché lo fai sentire parte integrante della tua impresa, gli dai valore come merita e rispetto ( leggi anche “Let’s go to Christmas Company Party per Dipendenti Felici”).

Proprio per non essere quindi sotto assicurato, ad esempio, o per niente assicurato ( perché, , purtroppo c’è anche chi rischia in questo senso), c’è il Fondo di Garanzia per le PMI che aiuta a rendere più accessibile i finanziamenti alle PMI mediante la concessione di fondi la cui erogazione è garantita direttamente dallo Stato che si affianca, spesso sostituisce, ai beni immobili di proprietà dell’impresa, che vengono dati solitamente a garanzia. Con questo fondo hai la possibilità di ottenere finanziamenti senza ulteriori garanzie , questo fondo è in essere dal 2000 con la Legge n.662/96, artic.2 comma 100, lettera a.

Ma c’è un’altra domanda importante che oggi un imprenditore attento come te si pone: “Ok…bene l’assicurazione, bene il Fondo ma io come calcolo il rischio? Come lo misuro?” Domanda più che lecita, è per questo che oggi si parla di risk management ( tradotto gestione del rischio) ,vale a dire identificare i rischi aziendali. E’ fondamentale per poter poi realizzare una copertura assicurativa ottimale, ma soprattutto efficace ed efficiente

A settembre 2017, a Milano, si è tenuta la diffusione dei dati relativi al risk management aziendale ( V edizione dell’Osservatorio sul Risk management nelle medie imprese italiane a cura di Cineas – Consorzio Universitario no profit del Politecnico di Milano,realizzato in collaborazione con l’Area Studi Mediobanca), quanto è emerso è assai interessante, perché chi ha investito sulla gestione del rischio, ha avuto un ritorno economico superiore, per l’esattezza si è concretizzato in un terzo in più del valore.

Nel 2014, lo stesso Cineas aveva effettuato il medesimo studio sempre su un campione di PMI e aveva rilevato che (https://www.assiteca.it/le-nostre-iniziative/assitecanews/piccole-medie-imprese-sottoassicurate/) :

28% delle aziende si assicurava sui rischi tecnologici

23% aveva una copertura per la responsabilità civile

15% aveva un’assicurazione crediti e cauzioni

12% aveva un’assicurazione sui rischi d’inquinamento

3% si era assicurato contro il rischio d’inattività

Questi dati sono interessanti perché ti dimostrano come, senza un accurato studio, non si sa dove andare a parare, rischiando così di assicurare la tua azienda su un qualcosa dove magari in realtà hai un minor rischio.

Per identificare i rischi della tua impresa, ci vuole una persona dedicata e preparata ad hoc a questo all’interno della tua azienda.

La valutazione dei rischi viene fatta attraverso l’analisi di una serie di fattori quali il cambio generazionale aziendale, lo studio della potenzialità produttiva e di vendita in Italia ma anche all’estero, la gestione della catena produttiva e distributiva.

Quindi la gestione del rischio non solo incide in positivo sulle performance economiche, e quindi di resa produttiva dell’impresa, ma si correla anche sulla capacità e la volontà di essere innovativa e aprirsi ai nuovi mercati .

Ma senti cosa mi ha colpito fra i tanti risultati emersi da questa ricerca: calcola che le PMI oggetto di indagine sono state circa 272, i settori principali di appartenenza sono beni per la casa e la personameccanicachimico farmaceuticaalimentarecarta e stampa, metallurgico. Come buona parte delle PMIsono, naturalmente, di proprietà e conduzione familiare. La maggior parte sono state fondate negli anni settanta e dove al “timone”, nel 41% di queste, ci sono ancora le prime due generazioni . Il loro fatturato oscilla fra i 61 milioni di euro, con circa una media di 153 dipendenti.

Non è questo che mi ha colpito, è la “fotografia” che fa parte del tutto perché il primo fattore di rischio evidenziato è proprio il passaggio generazionale! Viene considerato ad alta criticità, in quanto il 40% ritiene che all’interno della famiglia vi sia una carenza di competenze qualificate. Il  Cineas fa notare che le PMI che oltre alla famiglia hanno delle figure manageriali specializzate esterne, sono più performanti di quelle a “sola conduzione familiare”.

Ora, non me ne volere, ma confrontandomi spesso con voi, devo dire che mi è capitato spesso di trovarmi di fronte a queste situazioni, e solo raramente ho visto la seconda generazione non essere “tuttologa” più della prima.

Un altro fattore che, sicuramente ti troverà concorde nella valutazione del rischio, è quello della crisi economica: lo studio riporta che 7 imprenditori tuoi colleghi su 10 hanno indicato come causa la perdita di un key client come influencer negativo di business ( ben l’87%), direi allarmante!

Mentre altri eventi come calamità naturaliperdita di collaboratori qualificati o fornitori, cyber attack, sono stati inseriti come minori nella lista dei rischi d’impresa.

Tu come ti vedi in questi dati? T’identifichi? Sarebbe molto interessante una tua opinione in merito.

Ma proseguo: naturalmente vengono riportati altri dati estremamente utili che comunque puoi trovare nel link all’inizio del passaggio ( compresi gli allegati), che penso possano aiutarti a capire meglio e a valutare di prendere in considerazione il risk management, se ad oggi non lo hai ancora fatto.

Pensa che già il 66% delle PMI prese dal campione vuole avviare delle attività formative proprio su questo, dove gli argomenti di maggior rilievo sono risultati essere :

39% concetti base sul risk management

21% strumenti per affrontare una situazione di crisi

16% sulla continuità operativa

Tu cosa affronteresti per prima cosa?

Ma veniamo ad un’altra questione “scottante”, legata al risk management se vogliamo, ed è il famoso e “famigerato” GDPR ( General Data Protection Regulation) che andrà in vigore il prossimo 25 maggio 2018, nuova normativa europea.(http://www.garanteprivacy.it/web/guest/regolamentoue/guida-all-applicazione-del-regolamento-europeo-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali).

Ti starai chiedendo di cosa si tratti, se già non lo sai naturalmente: riguarda la regolamentazione e l’uniformare le leggi presenti nei vari Paesi Europei sulla riservatezza dell’informazione sulla privacy, su come tenere al sicuro i dati sensibili degli utenti che sono citati nelle aziende.

Il GDPR sostituisce le normative attualmente vigenti nei singoli paesi della UE che erano però diverse . In questo modo si crea una sorta di allineamento e standardizzazione delle politiche europee sulla protezione dei dati sensibili in tutta la UE. Ora non è più importante l’azienda ma dove risiede il cittadino, quindi se i dati personali delle persone processate nella tua azienda sono di cittadini appartenenti alla Comunità Europea , la tua azienda sarà soggetta alla normativa europea, la sede legale non ha importanza.

La domanda ora che ti pongo è: sei pronto a questo? Hai tutto ciò che ti serve?

Ricorda che se non sarai a norma anche tecnologicamente parlando per quando la normativa entrerà in vigore, rischi pesanti sanzioni, sino al 4% del fatturato globale annuo o a 20 milioni di euro.  Inoltre vi sarà come ulteriore conseguenza al mancato adeguamento anche ripercussioni d’immagine sulla tua azienda che verrà “bollata” come non attenta alla privacy dei suoi utenti e ai loro dati sensibili.

Tornerò su questo argomento delicato e importante legato al GDPR e al risk management.

Mi farebbe piacere avere delle tue opinioni in merito a quanto scritto e magari qualche risposte ai quesiti che ti ho posto, per ciò contattami ! Ti aspetto!

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