Il futuro è nelle mie mani! Come avvio la mia impresa

Il futuro è nelle mie mani! Come avvio la mia impresa

Caro imprenditore l’argomento che vado a trattare in questo articolo è dedicato a chi imprenditore vuole diventarlo, a chi decide , per un motivo o per un altro, di avviare un’attività in proprio. Cosa ti aspetta nel momento in cui decidi di avviare un’attività commerciale o una piccola impresa? Cosa devi fare? Quali sono gli step burocratici che devi seguire?

Prima però di entrare nel vivo dell’argomento, ci tengo a fare una breve premessa: nonostante i dati trasmessi lo scorso novembre 2017 dal Centro Studi e Impresa Lavoro che riportavano una diminuzione, rispetto allo stesso periodo registrato nel 2016, dei fallimenti o della chiusura delle imprese ( circa 1.396 in meno), non c’è molto da rallegrarsi visto che ad ogni modo il Made in Italy vede il fallimento di grandi aziende quali AlitaliaBorsalinoVeneto Banca,  Banca Popolare di Vicenza e della Melegattihttps://www.panorama.it/economia/aziende/tutte-le-aziende-fallite-o-vendute-allestero-nel-2017

E c’è da rallegrarsi ancora meno per quanto riguarda gli esercizi commerciali: secondo i dati riportati da Confcommercio , negli ultimi 10 anni la presenza di negozi ha subito un calo di circa 63 mila unità ( – 10,9% ), come contrapposto sono aumentati i bar e i ristoranti, di pari passo con l’apertura di nuovi hotel. I dati fanno registrare un incremento del +13,1 % , ovvero di 40 mila unità in più! Un paradosso per certi aspetti ma, nel corso dell’articolo capiremo anche il perché tali attività possono essere “apparentemente” più redditizie.

Anche l’e-commerce ha subito un notevole incremento fra le varie attività “in proprio”, e non di meno lo sono le attività porta a porta, le quali hanno subito un calo minore rispetto ai negozi tradizionali. Dal 2008 ad oggi sono diminuite solo del 4,9%, cioè da 98.169 sono diventate 93.377 unità , decisamente un abisso. Questo perché i negozi tradizionali, principalmente di abbigliamento e affini, e di generi alimentari, si trovavano nel cuore delle città, nei centri storici o quartieri adiacenti, ma gli ingenti affitti in primis li hanno portati ad abbandonare tali luoghi e a “rifugiarsi” nelle periferie, oppure nei centri commerciali, o a cambiare proprio tipo di attività lavorativa. http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/commercio-in-dieci-anni-oltre-62mila-negozi-in-meno_3124851-201802a.shtml

Perché ti ho fatto questa premessa? Non per spaventarti o per demotivarti, lungi da me nel volerlo fare, ma semplicemente perché ti andrò a spiegare cosa devi fare per avviare la tua attività , quali sono gli iter da seguire sia burocratici che di marketing e, se decidi di avviare determinate attività, capirai il perché di quanto ti ho anticipato sopra.

Prima però di entrare nel vivo dell’argomento, di come avviare un impresa, ti chiedo come sempre al termine della lettura di ricordarti di condividere nelle pagine social che preferisci questo articolo 😉

Bene, andiamo avanti.

Chi decide di diventare imprenditore come te, o è un giovane che decide di mettersi in gioco, o magari non riesce a trovare lavoro e, piuttosto che stare con le mani in mano, si dà da fare come lavoratore autonomo. Oppure chi, al contrario, dopo esperienze in azienda da dipendente, vuole provare a fare il grande passo e mettersi anch’esso in discussione vedendo come se la cava da solo. O,ancora, c’è anche chi si vede costretto, sfortunatamente, a farlo perché rimasto senza lavoro e anche tagliato fuori dal mercato per tutti i motivi che si sanno.

Qualunque sia la motivazione la cosa importante è che tu sia convinto, disposto ad un periodo di un po’ di sacrifico e quindi a non perdere l’entusiasmo!

Detto questo, vediamo da dove iniziare per avviare la tua impresa: prima di partire operativamente, la tua idea necessita di essere ben pianificata e valutata sotto ogni punto di vista: fattibilità, realizzazione, budget ecc. Ciò che hai in mente di realizzare non deve essere un qualcosa di assurdo, ma concretizzabile, unico e originale nello stesso tempo, che soddisfi le esigenze di mercato, quindi che le persone siano disposte a spendere per acquistarlo. Non solo, se il tuo potenziale mercato di riferimento non ha grandi numeri, allora, come si suole dire, “ il gioco non vale la candela”, ed è necessario che cambi strada, e rivaluti il tuo progetto d’investimento.

Importante è che verifichi non ci siano concorrenti nelle zone limitrofe alla tua, in modo da poter essere il solo nell’erogare il tuo prodotto o servizio, e nel farlo devi essere migliore degli altri.

Ricorda una cosa: vendere un prodotto o servizio già in commercio, ma con una variante minimia o a costi similari o più bassi, NON è la soluzione per avviare un’attività! Inoltre ricordati anche d’informarti su eventuali leggi o regolamenti legati al settore nel quale intendi operare ( permessi e tasse), e che i costi di eventuali attrezzature o macchinari che ti servono non siano esosi.

Devi essere pronto ad anticipare tutte le eventuali problematiche che potrebbero presentarsi sul tuo cammino e renderti la vita difficile

Determinata l’idea, il passo successivo è la stila di un Business Plan, ovvero un piano dove determinare la voce più importante di tutta la tua operazione, quella dei Costi. Il business plan è fondamentale, da lì capisci in base a quanto hai a disposizione, quanto ti serve per avviare la tua attività e se essa sia redditizia o meno,ed è importante soprattutto se devi sottoporlo ad eventuali investitori o soci.

Dirti quanto ti serve per avviare impresa è un po’ difficile, in quanto dipende da settore a settore ( ad esempio, come ti ho già accennato sopra, se necessiti di macchinari particolari o attrezzature), dalle dimensioni dei locali e da dove si trovano, dal numero di personale che ti serve, dal tipo di forma societaria, dal regime contabile e così via. Diciamo che in linea di massima la stima che si può fare è che ti servono dai 20 mila ai 30 mila Euro. Attenzione, è una somma davvero molto approssimativa , ad ogni buon conto sicuramente non sarai mai al di sotto dei 20 mila Euro, che se ci pensi è il costo medio una buona automobileEcco perché il tuo business plan deve essere il più completo possibile, devi assolutamente stabilire un budget di spesa, una soglia da non oltrepassare.

COSTI CHE INCIDONO MAGGIORMENTE PER L’AVVIO DI UN IMPRESA

Naturalmente se si desidera chiedere un prestito o un finanziamento, è bene stare attenti a non commettere l’errore di chiedere cifre troppo elevate, soprattutto se le finanze personali sono alquanto esigue. Conviene chiedere al massimo il 30% di quanto serve, il restante da investire, cioè il 70%, deve essere patrimonio tuo.

Se decidi di optare per un finanziamento, oggi ci sono diverse opzioni oltre a quella di chiedere soldi alla tua banca, puoi anche provare a trovare degli investitori o degli angel investor che sono delle persone dal patrimonio alquanto generoso, che investono in attività imprenditoriali in cambio di obbligazioni o capitale.

Sono anche da tenere sotto’occhio i finanziamenti europei o regionali che vengono dati soprattutto a chi decide di avviare una start-up, oppure gli incentivi che si possono trovare. Clicca qui per accedere

Puoi dare un’occhiata anche qui: https://www.informagiovani-italia.com/Mettersi_in_proprio.htm

Ad ogni modo, se avrai degli investitori ricordati di tenere sempre dei resoconti trimestrali o semestrali da sottoporre, con all’interno tutte le informazioni delle operazioni più importanti che hai fatto e dei risultati ottenuti.

Ricordati di non dimenticare nella tua pianificazione anche il Marketing Plan , fondamentale per la materializzazione del tuo business! Studiare le strategie per farti conoscere, promuovere la tua attività e il tuo Brand/Marchio, e come procacciare clienti, sono la base per creare il tuo giro d’affari. A tal proposito ti consiglio di leggere questi articoli che ho scritto sulle strategie di marketing “Marketing oggi: cos’è e quale valore rappresenta all’interno di un’azienda” , e su come si costruisce un Brand, quali caratteristiche deve avere: “E tu sai qual è la tua Brand?”.

Prima di passare ad illustrarti l’iter burocratico necessario e, che ti impegnerà non poco, nell’aprire una società sia essa di tipo commerciale che d’impresa, è necessario e fondamentale avere anche i requisiti personali idonei a questo.

Mi chiederai “ cosa significa ? “ Vuol dire che tu, qualunque sia l’impresa o l’esercizio commerciale da avviare, anche se si tratta di attività in franchising, con sede fisica o on-line , dovrai dichiarare:

  • Aver compiuto la maggiore età
  • Essere residente in Italia
  • Non aver mai dichiarato fallimento ( ad eccezione di non aver ottenuto la riabilitazione)
  • Non aver riportato condanne penali o detentive
  • Non dover essere sottoposti a sorveglianza speciale, divieto o obbligo di soggiorno ( Dgls. N.1423 del 27/12/1956)
  • Non dover essere stato dichiarato “delinquente abituale, professionale o per tendenza”

Inoltre, nel caso in cui tu intraprenda attività particolari che richiedano manipolazione di cibi o bevande, fornitura di assistenza medica o di trattamenti estetici, vengono richiesti non solo i tuoi requisiti professionali, ma anche quelli ai tuoi dipendenti. Lo vediamo fra poco più in dettaglio.

Quanto sopra riportato fa capo all’articolo 5, comma 2 e 4 del Dlgs. 114/98 .

Cosa devi fare una volta dichiarata la tua idoneità? Per facilitarti un po’ il tutto ecco un breve schema, tipo lista della spesa, che poi vediamo in dettaglio nei punti più complessi:

ITER BUROCRATICO PER APRIRE UN IMPRESA

  • Aprire una Partita IVA
  • Iscriverti al Registro delle Imprese
  • Aprire una posizione INPS e INAIL
  • Ottenere il permesso per poter esporre la tua insegna
  • Verificare che i locali siano a norma di igiene, sicurezza e agibilità ( se non lo sono renderli tali)
  • Verificare vi siano gli impianti a norma di legge e la presenza delle uscite di sicurezza ( se così non fosse, devi provvedere in tal senso)
  • Pagare i diritti SIAE nel caso nel tuo locale vi sia la diffusione di musica durante gli orari di apertura/lavoro

Lo so tutto questo un po’ lo conosci già, ma quando ti trovi in prima persona a doverlo affrontare sembra l’Himalaya da scalare.

Bé c’è da dire che rispetto ad una decina d’anni fa e poco più, sono stati fatti passi da gigante nel snellire molte pratiche che oggi puoi fare da solo. Questo grazie alla famosa Legge Bersani ( la legge n.248 del 2006) che ha reso il commercio più libero da molti vincoli quali: la sparizione delle famose licenze per quegli esercizi commerciali i cui locali non superino i 250 mq. Si può aprire qualsiasi tipo di negozio o avviare qualsiasi tipo di attività, ovviamente nell’ambito della legalità, non vi sono più i vincoli legati alle distanze minime da rispettare, ma possono esserci due parrucchieri, ad esempio, nel raggio di un metro l’uno dall’altra. Sono sparite le tabelle merceologiche, vi è solo la suddivisione in 2 settori, quello alimentare e quello non alimentare. Non serve più che tu abbia dei requisiti professionali per l’esercizio di un’attività commerciale, ad eccezione dell’ambito alimentare, dove è necessario che tu abbia frequentato un corso professionale legalmente riconosciuto per il commercio in tale ambito. Ad ogni modo gli articoli della Normativa Bersani che possono interessarti ulteriormente per l’avvio di un’attività commerciale ( nel caso soprattutto di vendite particolari come oggetti vintage o gioielli, ad esempio) sono il 3 e il 4, i riferimenti normativi sono al Dgls. n. 223 del 2006 e relativa legge di conversione n. 248 del 2006secondo pacchetto Bersani, ovvero decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2007 e legge di conversione n. 40 del 2007

Detto questo passiamo all’apertura della Partita IVA che verrà scelta in base al tipo di attività che intendi avviare, e al regime contabile ( forfettario 2016 o contabilità ordinaria) che andrai ad applicare di conseguenza. Per la parte relativa ai contributi, basterà recarsi all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e aprire la posizione INPS e assicurativa per l’attività. Tutto questo dovrà avvenire entro 30 giorni dal 1 giorno dall’inizio della tua attività. I  modelli sono modello AA9/7 ( nel caso si tratti di ditta individuale e lavoratori autonomi), oppure modello AA7/7 ( nel caso di società): entrambi i modelli si possono scaricare dal sito dell’Agenzia delle EntrateA questo ufficio consegnerai il modulo, mentre presso l’INPS provvederai all’apertura appunto della tua posizione previdenziale. Se devi registrare la tua ditta individuale dovrai iscrivere l’impresa presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio locale, sempre entro 30 giorni dall’inizio della tua attività.

Una gran bella novità è il SUAP Sportello Unico Attività Produttive del tuo comune di residenza, dove recarti per la gestione di tutte le pratiche amministrative, non che valido supporto per le informazioni che ti servono nell’avvio della tua attività quali:

  • analisi dei pro e dei contro delle diverse connotazioni possibili dell’impresa che si desidera avviare
  • informazioni relativi agli adempimenti amministrativi
  • specifiche su oltre tremila tipi di attività, con riferimento a obblighi autorizzazioni, permessi e divieti stabiliti dalla molteplice legislazione nazionale e locale
  • informazioni sulle opportunità di finanziamento garantite da norme dello Stato o delle Regioni
  • iniziative formative in materia di business plan, marketing, e altre tematiche gestionali di interesse
  • consultazione e acquisizione di documentazione specifica

Dal 2011 ai SUAP comunali accreditati sono state trasferite tutte le competenze gestionali in modo informatizzato, per qualunque tipo di attività produttiva o di servizi in forma d’impresa che tu ti accinga ad avviare.

Il portale per l’impresa Impresainungiorno.gov.it  si occupa di gestire i servizi legati ai SUAP su delle modalità concordate con l’associazione dei Comuni, in quanto ogni regione e comune può avere alcune regolamentazioni diverse, per le quali è bene t’informi per tempo. Altro snellimento burocratico è dato dalla gestione della così detta SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Anche la gestione della scia puoi tranquillamente presentarla tramite il portale Impresainungiorno.gov.it, nella sezione dedicata alle imprese, e viene inviata sempre per via telematica tramite il SUAP del tuo comune di residenza. Ma cos’è la SCIA? Dopo l’abolizione delle licenze ( ad eccezione di chi gestisce attività legate ai Monopoli di Stato come il gioco d’azzardo, tabaccherie per le quali la licenza è obbligatoria) per iniziare un’attività basta scrive al Sindaco del proprio comune di residenza o dove s’intende aprire l’attività ( sempre 30 giorni prima dell’avvio della stessa) una dichiarazione in merito con la quale autocertifichi il rispetto delle normative che regolamentano il settore nel quale vai ad operare.

Le uniche eccezioni verso le quali il SUAP non può operare sono gli eventuali vincoli culturali o paesaggistici, atti rilasciati da amministrazioni preposte per pubblica sicurezza, difesa nazionale, immigrazione, richiesta di asilo e cittadinanza,giustizia, finanze, comprese le reti di acquisizione del gettito derivante dal gioco, ad esempio, o imposti da normativa comunitaria.

Per attività commerciali la registrazione al REC, Registro Esercenti del Commercio, oggi non serve più ad eccezione dell’ apertura di ristorante, bar o alberghi. Per queste attività, dove è prevista la somministrazione di alimenti e bevande, è necessario che tu o i tuoi dipendenti abbiate fatto il corso SAB, Somministrazione Alimenti e Bevande, per avere l’abilitazione all’attività. Questo corso abilitante oggi può anche essere effettuato on- line ed ha un costo un po’ più contenuto rispetto a quello in aula.

Altra cosa che devi ricordarti se desideri aprire un’attività come un bar o un ristorante, ad esempio, è di darne comunicazione all’Agenzia Doganale per il trasporto e consumo di alcolici. Mentre, se desideri occupare dello spazio esterno al tuo locale con tavolini e sedie ( il plateatico), quindi occupazione del suolo pubblico, devi fare la richiesta al Comune dove operi.

In base al tipo di impresa non dimenticarti un’altra cosa importante da fare: la gestione della Tassa sui Rifiuti, che è di competenza dell’ufficio Comunale Tributi ove sorge la tua attività.

Per quanto riguarda altri contratti quali quello di locazione, di lavoro per i tuoi dipendenti ( inclusi i corsi sulla sicurezza sul posto di lavoro), per il deposito del tuo Marchio , oggi ci sono alcuni portali dove puoi scaricare i contratti che t’interessano a costi molto contenuti e zero perdita di tempo, risparmiando così su commercialista e avvocato, che non è male:

http://www.contrattonline.it/it/home e https://www.lexdo.it/.

Bene siamo arrivati alla fine di questo percorso, spero tu non ti sia demotivato per quanto c’è da fare, mi raccomando se ti demotivi ora, allora è la fine, sempre avanti! 😉

Se hai domande da pormi contattami, sarà contento di risponderti!

A presto!

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