Miglioramento aziendale: da dove partire e come fare

Miglioramento aziendale: da dove partire e come fare

Miglioramento aziendale, piano di sviluppo aziendale, rafforzamento del business, potenziamento dell’attività… non importa il nome, ciò che conta è la sostanza. Vuoi migliorare la tua azienda, renderla più competitiva, aumentare le vendite e i contatti? Fai bene, caro imprenditore, sono obiettivi doverosi per rimanere sul mercato e crescere, ma attenzione: ci sono mille modi per passare dalle parole ai fatti, e molti di questi sono sbagliati, approssimativi o semplicemente troppo costosi. Scopo di questo articolo è quindi metterti in guardia sui primi passi da compiere, e cioè sulla fase iniziale del percorso di miglioramento, di gran lunga la più delicata e importante per centrare i propri obiettivi con la massima resa e la minima spesa.

Sono pronto per schiarirti le idee, mostrarti la strada e svelarti qualche trucco che applico a favore dei miei clienti. Prima però, non dimenticare di condividere questo articolo con un clic. Potrebbe servire non solo a te, ma anche ai tuoi più stretti collaboratori, partner e fornitori di fiducia.

PRIMA, FONDAMENTALE DOMANDA: COSA DEVO MIGLIORARE?

Migliorare, migliorare, migliorare… già, ma cosa? In anni di lavoro come marketing coach mi sono accorto di come, spesso e volentieri, l’imprenditore non sappia come muoversi e dove andare a parare. Sente l’esigenza di migliorare ciò che ha costruito con le proprie mani, ma non è in grado di analizzare la situazione da solo. Il motivo è più che comprensibile. Essere immersi nella propria realtà rende ciechi. Hai capito bene: non puoi essere critico verso un’azienda, la tua, in cui sei dentro fino al collo ogni giorno dalla mattina alla sera. Devi fare un piccolo, semplice sforzo: delegare a una figura esterna lo studio del business.


Perché dico esterna? Perché non va bene chiedere un parere a un dipendente o all’agenzia web che ha sviluppato il sito (per carità!). Devi delegare, mettitelo bene in testa, rivolgendoti a qualcuno che non ha nessun rapporto commerciale in essere e nessun timore di dirti la verità. È lui la figura chiave da ricercare per esaminare lo stato dell’arte e pianificare una strategia d’azione. Sarà proprio grazie alla strategia elaboratache potrai muovere i primi passi in direzione di un business più efficiente e remunerativo.

Leggi il mio caso studio sul miglioramento di un’attività di parrucchiere!

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: GLI STEP DA AFFRONTARE

Se riesci a delegare questo ruolo cruciale di esaminatore, si apriranno di fronte a te diverse opzioni. La più probabile e sensata è la redazione di un audit, ovverosia di un report dettagliato che fotografa l’attuale situazione dell’azienda individuando lacune, punti di forza, potenzialità e margini di crescita. È un’operazione questa che io consiglio di portare a termine una volta almeno ogni cinque anni, perché le tecnologie e il mondo del commercio in generale cambiano ormai a velocità inaudite, ed è molto difficile basarsi su dati non aggiornati per garantire un miglioramento continuo. Un report simile potrebbe spalancarti gli occhi, mettendo in luce debolezze a cui non avresti mai pensato (la tua brand awareness, l’immagine coordinata, il rapporto con i social network, la gestione del team e così via). Gli step successivi a questa analisi vengono di conseguenza e consistono in:

  • definizione di un budget per l’attuazione della strategia
  • contatto con partner e specialisti (testimonial, SEO, ecc)
  • realizzazione delle strategie preventivate
  • monitoraggio dei risultati conseguiti nel tempo
  • applicazione di correzioni e ulteriori miglioramenti

LA PAURA (TIPICA) DI NON AVERE ABBASTANZA RISORSE

Di fronte a una road map del genere qualunque imprenditore, anche il più intraprendente, potrebbe spaventarsi. Come farò a gestire tutto? Quanto tempo dovrò “perdere”? E cosa succederà se non dovesse funzionare? Queste e altre domande sono legittime tanto quanto il desiderio di ottenere di più dalla propria azienda. Il fatto di porsele è un bene, perché è segno che hai veramente a cuore il tuo business, ma d’altra parte devi ricordarti anche di un altro aspetto: se continuerai a leggere fino in fondo questo articolo e saprai trovare la persona giusta per affiancarti, non dovrai preoccuparti di nulla. Chiaro, il tuo ruolo di “capo” o “amministratore delegato” non viene certo meno, tuttavia, come sei tranquillo quando ti rivolgi a una ditta di pulizie per la cura e l’igiene degli uffici, dello showroom o del ristorante, così devi essere tranquillo quando ti affidi a una figura che, di mestiere, si avvale delle migliori tecnologie per migliorare aziende grandi, medie e piccole.

Da quando ho iniziato a lavorare con business nazionali e internazionali ho avuto modo di riscontrare frequentemente questi timori, e ho capito che si tratta, né più né meno, di blocchi mentali. Dopo dieci, venti o perfino trentanni di crescita ininterrotta, l’azienda arriva a un punto di stallo, inizia a serpeggiare il panico, si perde qualcosa in termini di fatturato, ed ecco che l’idea stessa di doversi appoggiare a uno sconosciuto (eventualità mai accaduta prima) inibisce la volontà e il desiderio di miglioramento dell’imprenditore, che si trova così combattuto tra mille propositi senza schiodarsi dalle sue posizioni. Ti assicuro, è uno scenario più che diffuso, che si risolve con un pizzico di credito verso un team o un singolo professionista. Il fatto che presto pubblicherò un articolo sul mental coach, e cioè sulla “motivazione” necessaria per affrontare determinate sfide, la dice lunga su quanto sia il primo a sentire l’urgenza di questo cambiamento all’interno di una struttura aziendale in molti casi rigida e obsoleta. Ma passiamo ora all’ultimo punto e cerchiamo di capire come riconoscere la persona adatta nel mare di presunti “esperti” che pullulano il mercato.

A CHI AFFIDARSI PER MIGLIORARE LA PROPRIA AZIENDA

L’argomentazione esposta finora non può che portarci alla domanda cruciale. Se il miglioramento aziendale è legato, oltre che alla decisione dell’imprenditore di turno, al contributo di un agente esterno, come dovremo muoverci per scegliere questa figura? Innanzitutto ti voglio rassicurare: esistono persone, come me, che svolgono appunto il lavoro che ti aspetti, intervenendo sui punti critici dell’azienda con l’obiettivo di portarla a performance superiori. Queste persone possono avere nomi differenti: consulenti strategici, marketing coach, strategic planner… anche qui la sostanza rimane: parliamo di professionisti con una preparazione consolidata nelle attività di rafforzamento del business, attività che non centrano nulla con il risparmio energetico o la ricerca di finanziamenti, ma che riguardano la promozione nella sua interezza. È infatti promuovendo al meglio il brand, e quindi i prodotti e i servizi offerti, che un’azienda può sperare di brillare agli occhi del suo pubblico.

Per riuscirci occorrono skill avanzate alla base di processi disparati: attirare i clienti, aumentare le entrate, sviluppare strategie di brand positioning, e ancora gestire la comunicazione aziendale, trovare nuovi clienti online, creare una campagna ad alto tasso di conversione. Personalmente ho scelto di lavorare con aziende che abbiano un fatturato di almeno 2 milioni di euro e un team da 10 dipendenti in su. Credo infatti che per portare risultati concreti si debba puntare in alto, motivo per cui ho scelto di specializzarmi in PMI, sia italiane che estere. Scegliendo la mia consulenza potrai ricevere supporto completo per un miglioramento aziendale coerente con i tuoi progetti e il tuo target. Non aspettare che la concorrenza si muova prima di te. Contattami senza impegno e scopri come posso rendere il tuo business vincente, agguerrito e moderno!

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