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15 Cose da Sapere sul Marketing Coach

coach aziendale Feb 14, 2019

l marketing coach è ormai una figura chiave in qualunque azienda medio-grande. Che sia un professionista indipendente o un esperto qualificato all'interno di una società di comunicazione, il marketing coach svolge un ruolo fondamentale nel guidare l'impresa verso una promozione efficace. È lui a occuparsi della strategia di marketing, fase delicata da cui dipende il buon esito delle future attività su social media, Google, radio, riviste cartacee e altri canali. Oggi, caro amico imprenditore, voglio parlarti proprio di lui, del marketing coach. Ti spiegherò di cosa si occupa in concreto e dell'enorme contributo che può dare al tuo business. Prima di cominciare però, ti chiedo pochi secondi del tuo tempo prezioso per condividere questo articolo online. Un semplice clic per arricchire la conoscenza della rete e dimostrare che sei sempre aggiornato.

Grazie! Ora che siamo pronti per cominciare, possiamo esaminare insieme gli aspetti salienti del marketing coach, ovvero le 15 cose da sapere a riguardo. 

 

1) COME LAVORA IL MARKETING COACH

Il marketing coach lavora affiancando l'azienda o l'imprenditore in un percorso di evoluzione verso strategie di promozione ad alto tasso di conversione. Per conversione si intende la trasformazione di semplici visitatori (di un sito, di un ecommerce, ma anche di un negozio o di uno showroom), in clienti effettivi grazie alla messa in campo di strumenti preposti.

2) CON QUALI CLIENTI COLLABORA

Il marketing coach non è per tutti. Io ad esempio ho scelto di lavorare solo con aziende TOP con un fatturato di almeno 2 milioni di euro l'anno e un team di 10+ dipendenti. Non si tratta di snobismo, ma di avere le possibilità economiche e la struttura di supporto per realizzare progetti di marketing di ampio respiro, che possano portare risultati concreti e tangibili.

3) DI QUANTO TEMPO HA BISOGNO

Per svolgere al meglio il proprio lavoro, il marketing coach ha bisogno di mesi, a volte anni. Impossibile pensare che una sola consulenza possa risolvere le necessità dell'azienda in fatto di promozione, soprattutto se parliamo di realtà molto strutturate. Nella maggior parte dei casi il consulente dovrà inserirsi in dinamiche ben avviate, dedicare giorni e intere settimane allo studio dello stato dell'arte, occuparsi del coaching e della formazione, e altri compiti che variano in base alla situazione di partenza. 

4) LE MANSIONI DEL MARKETING COACH

Un bravo marketing coach può aiutare l'impresa a raggiungere traguardi ambiziosi: fra i principali, sviluppare strategie di Brand Positioning, creare un restyling di Brand, creare un processo di marketing automatico, aumentare le vendite, attirare e fidelizzare nuovi clienti, promuovere e lanciare un prodotto sul mercato, aumentare l'utile netto (profitto), gestire la comunicazione aziendale, gestire la pubblicità aziendale, gestire la pianificazione aziendale...

5) I RAPPORTI CON ALTRI SPECIALISTI

Difficilmente un marketing coach può lavorare da solo, a meno di interfacciarsi con aziende piccole. Nella quasi totalità dei casi il consulente in marketing dovrà interloquire con figure specializzate, interne o esterne all'azienda. Ricordo a titolo di esempio il content manager, il social media manager, il SEO, i testimonial e così via. La proficua sinergia del team di esperti determinerà il successo della strategia di marketing messa in atto.

6) IL CONTRIBUTO DEL MARKETING COACH

Altra cosa importante da sapere sul marketing coach riguarda un aspetto del lavoro spesso ignorato. Parlo dell'attività di coaching, una branchia nella quale ho scelto di specializzarmi da diversi anni a questa parte. Il coaching migliora la consapevolezza dell'imprenditore verso le dinamiche alla base di una strategia di marketing. La motivazione è un tassello cruciale, indispensabile per “allenare” e “stimolare” l'impresa nella giusta direzione.

7) STRUMENTI UTILIZZATI PER IL LAVORO

Gli strumenti a disposizione di un consulente di marketing preparato sono molteplici. A seconda dello stile e delle competenze di ciascuno, sarà possibile avvalersi di volta in volta di un sito vetrina, di un blog, di un ecommerce, di un sistema funnel, di campagne promozionali a pagamento (PPC e advertising), e ancora di newsletter, notifiche push, guest posting, articoli pubbliredazionali... A tutto questo si aggiungono strumenti dedicati alla formazione, al coaching e al monitoraggio (Vimeo, Google Calendar, GoToMeeting, ecc).

8) LA FORMAZIONE DEL PERSONALE

Non tutti lo sanno, ma un marketing coach dedica parte delle sue energie alla formazione del personale. Spesso infatti i dipendenti delle aziende italiane tradizionali non sono mai stati educati sulle potenzialità del marketing. Inutile quindi studiare un piano di lungo termine se poi a cascata nessuno è in grado di passare dalla teoria alla pratica. I migliori consulenti si occupano pertanto di pianificare sedute di training e didattica con i responsabili e con il resto del team.

9) MONITORAGGIO DEL PIANO DI MARKETING

Una figura relativamente recente come quella del marketing coach viene vista solo nell'ottica della consulenza iniziale (lo dice il nome stesso). In realtà anche qui bisogna sfatare un mito: oltre al coaching e alla formazione, il marketing coach è in prima linea nel monitoraggio delle performance aziendali dal punto di vista della promozione dei prodotti, dei servizi e dello stesso brand, oltre che di tutte le attività specificate al punto 4.

10) UTILIZZO DI UN BUDGET SPECIFICO

Il marketing coach non sperpera il budget aziendale come gli pare e piace. Al contrario, indica fin da subito le priorità da rispettare e i relativi costi per portare a termine l'incarico. Va da sé che oltre alle spese per attuare le strategie del caso (budget per campagne PPC, spot radiofonici, eventi di team building, ecc) bisognerà mettere in conto anche il “fee” del consulente stesso, ovvero la prestazione di assistenza e supporto continuativo. Bisogna dire però che i guadagni ottenuti ripagheranno ampiamente le risorse investite dal business, con un payback certo e identificabile.

11) BRAND AWARENESS E BRAND POSITIONING

Curare la brand awareness (e cioè la reputazione del brand) e il brand positioning (ovvero il posizionamento del brand nel mercato) è un altro compito del consulente di marketing che non tutti conoscono. Fra le cose da sapere è opportuno tuttavia segnalare anche questo: al di là della strategia proposta, il consulente dovrà sforzarsi di migliorare la reputazione del brand e costruire un target di pubblico (in gergo community) coerente con l'offerta del marchio.

12) L'OBIETTIVO DELLA SEMPLIFICAZIONE

In ragione di quanto scritto finora, caro imprenditore, potresti domandarti se la funzione del marketing coach non porti a inutili complicazioni nell'ecosistema della tua azienda. Ti voglio quindi rassicurare del contrario: tutto ciò che viene fatto da me e dalla mia società è finalizzato a una maggiore semplificazione dei processi produttivi, con una conseguente ottimizzazione dei costi e un aumento del capitale complessivo.

13) AUMENTO DEI PROFITTI E NON DEL FATTURATO

Visto il punto precedente, è bene chiarire che uno dei focus primari del marketing coach non è l'aumento del fatturato (e quindi, ahinoi, della tassazione) bensì l'incremento dei profitti maturati durante l'anno. Un risultato simile lo si raggiunge in molti modi, ad esempio migliorando l'efficienza della struttura attraverso l'assegnazione di specifici compiti inerenti al marketing e non solo.

14) GLI INDICATORI DI PERFORMANCE AZIENDALI (KPI)

Noti anche come indicatori essenziali di prestazione (IEP), in inglese Key Performance Indicator, i KPI sono valori che tornano spesso nei discorsi e nei report di un marketing coach. Ti suggerisco dunque di prendere confidenza e non allarmarti: si tratta di normali parametri utilizzati per tenere sotto controllo i progressi dell'azienda verso gli obiettivi definiti nella strategia, senza i quali il lavoro procederebbe a tentoni e con poche speranze di successo.

15) IL MARKETING COACH NON E' UN FACTOTUM

Ultima considerazione che mi sta a cuore. Il marketing coach non gestisce i social media, non cura la campagna di Google AdWords, non monta i video per il canale Youtube... insomma: non è un factotum. Per lavorare con criterio e soddisfazione, il consulente deve dedicare il proprio tempo a ciò che sa fare meglio: la consulenza. Solo così si potrà traghettare l'azienda verso le più recenti e avanzate soluzioni di marketing in modo rapido, mirato e diretto. Non aspettare che la concorrenza si muova prima di te!

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