Il mental coach aziendale spiegato a mia nonna

Il mental coach aziendale spiegato a mia nonna

“Il mental che?”. Così potrebbe commentare mia nonna(o la nonna di chiunque altro) se le nominassi la professione del mental coach. Perdonate dunque la trovata, ma ho voluto declinare in chiave comica una situazione plausibile: quella di chi, abituato a vecchi paradigmi di mercato, non ha la più pallida idea di quali siano le professioni del futuro (o dovrei dire del presente). Proprio al ruolo e alle capacità del mental coach voglio dedicare allora un’intera pillola delle mie, illustrando ai meno esperti le risorse che una figura del genere può mettere a disposizione di un business o di un’impresa.

Prima di avventurarci in questo excursus, ti chiedo come sempre un piccolo favore: ho speso molto tempo per scrivere questo approfondimento, attingendo a conoscenze maturate in anni di attività come marketing coach al fianco di PMI e non solo. Con un semplice clic puoi condividere le informazioni nei tuoi canali social e arricchire così la conoscenza della rete. Posso contare su di te?

Bene, cominciamo! Partiamo innanzitutto dall’analisi della parola mental coach. Che cosa indica questa formula? A una lettura superficiale si potrebbe dire che il mental coach è l’allenatore della mente, ma questa definizione a ben vedere si presta per molteplici utilizzi, dall’istruttore in palestra al maestro di sci. Tutti noi siamo stati affiancati da un “mental coach” almeno una volta nella vita, nel più delle situazioni senza nemmeno rendercene conto. Ed è giusto così: perché in effetti il mental coach allena tanto gli atleti quanto i personaggi pubblici (politici, star del cinema e altri). In questa sede tuttavia non voglio parlarti di un allenamento qualunque, bensì del mental coach aziendale, innovazione recente che abbraccia l’ambito lavorativo, al di là del business e dell’area geografica di pertinenza. L’argomento è ampio e tuttora in evoluzione: per capirlo a fondo è bene fare un passo indietro alle origini di questo mestiere.

DAL VECCHIO PADRONE AL NUOVO IMPRENDITORE

Come nasce il mental coach? Per quali motivi si va affermando nei paesi più avanzati del mondo? Le radici di questo lavoro affondano nei cambiamenti imprenditoriali avvenuti negli ultimi tempi. Mi spiego meglio. Fino a pochi anni anni fa (e in parte ancora oggi) un’azienda era amministrata in modo quasi esclusivo dal cosiddetto “padrone”, colui il quale – come suggerisce il nome – possedeva il proprio impero, piccolo o grande, e lo gestiva secondo logiche personali, a intuito, o se vogliamo a fiuto. Lui sapeva cosa fare, perché in fin dei conti era stato lui a fondare il business quaranta, cinquanta, sessant’anni or sono. Lo aveva visto crescere, sapeva tutto del SUO prodotto o del SUO servizio. Poi è arrivato il web, e con lui una serie di mutamenti di portata epocale. Dall’outbound marketing siamo passati all’inbound marketing, dalla televisione ci siamo trasferiti su Youtube, e al posto della radio… ascoltiamo i podcast. Attenzione: non sto dicendo che il web è il responsabile e la soluzione.
Dico piuttosto che l’ascesa del mental coach è dovuta a uno stravolgimento globale dell’intera impalcatura del marketing per come l’abbiamo sperimentata finora, e il web in questo senso è stato e continua ad essere un catalizzatore notevole. Ma torniamo al padrone. Al suo posto si è fatto avanti l’imprenditore, una figura forse meno esperta sul fronte della competenza settoriale, ma certo più qualificata nella gestione di aspetti collaterali come il marketing, l’advertising, il social media. Penso fra gli altri alla storia di You Dream Italy, negozio online di prodotti alimentari campani fondato da Maria Gabriella Russo, che in pochi anni si è trasformato da piccolo magazzino a business internazionale capace di esportare in tutta Europa e Stati Uniti. Ma penso anche al caso di successo di Ricambi Auto SMC, business di Stefano Calzaretta che ha ripensato l’azienda di famiglia partendo dall’e-commerce, in un mercato tradizionale come quello dei ricambi d’auto. Risultato? Fatturato cresciuto di 20 volte e dipendenti passati da 4 a 30. Due esempi, ma ne potrei citare tanti altri. Ed è qui, con l’affermarsi di un’imprenditoria all’avanguardia, che entra in gioco il mental coach.

DALL’ASSISTENTE CON LA CARTELLINA AL MENTAL COACH

Vi ricordate il Duca conte Barambani di Fantozzi alla Riscossa? E la signorina Silvani? Immagino di sì. È a loro che penso quando immagino un imprenditore “vecchio stile”, abituato ancora a girare con a fianco la segretaria o l’assistente che impugna la cartellina e riporta tutto nero su bianco. Sono sicuro che anche mia nonna ha chiara in testa questa scena. Ma mi chiedo: quanto può reggere una simile accoppiata in un contesto di comunicazione e marketing globale come quello attuale? La risposta è scontata. Se la segretaria o l’assistente avranno ancora un loro ruolo, seppure marginale, oggi più che mai è il momento di aprire le porte a un consigliere specializzato, in grado di guidare e affiancare l’imprenditore nella dura missione di sviluppare il business e spingerlo alle sue massime potenzialità. Non si tratta di eseguire alla lettera azioni di marketing senza capo né coda (un po’ come fanno le web agency, su cui ti sconsiglio per esperienza di fare troppo affidamento). Il lavoro del mental coach consiste invece nel training, nel tutoring e nel coaching dell’imprenditore, e cioè nel portare avanti le attività di formazione, accompagnamento e allenamento, a costo di partire da zero.

Occorre in sostanza educare e motivare l’imprenditore affinché realizzi una crescita veloce della propria azienda, tema questo a cui ho dedicato non a caso il 1° Gruppo Privato Italiano – PMI SYSTEM. Lo ha detto Steve Jobs e lo hanno detto tanti altri con diverse parole: “Son convinto che circa la metà di ciò che separa gli imprenditori di successo da quelli che non l’hanno è la pura perseveranza”. Laddove la perseveranza viene meno, laddove – per un motivo qualunque – l’imprenditore cede alle paure o cade preda di confusione mentale, laddove non sembrano esserci vie d’uscita, ecco che il mental coach interviene e come una bussola mostra la via corretta nel difficile percorso di crescita. Credo fortemente in questa figura, perché credo che nessun imprenditore, per quanto abile e spregiudicato, possa sostenere con le sue sole forze il peso delle sfide connaturate a un mercato come il nostro. Un mercato competitivo, feroce, spietato, globale, dove al minimo errore sei fuori dai giochi e dove non puoi più permetterti di aspettare che il cliente venga da te come accadeva una volta.

IL SISTEMA PER LE AZIENDE CHE VOGLIONO CRESCERE VELOCEMENTE

Gli ostacoli che un imprenditore di una PMI deve affrontare non possono essere superati con risposte singole una tantum. È necessario adottare una strategia di ampio respiro, che tenga in considerazione anche gli sforzi mentali oltre che organizzativi. La mia proposta come marketing coach prevede la creazione di un sistema esclusivo, una sorta di tracciato da seguire insieme a me e ad altri imprenditori per raggiungere traguardi di business ambiziosi. Articoli, consigli, strategie: nel PMI System da me ideato trovano spazio risorse fondamentali per compiere passi in avanti da gigante e concretizzare la crescita veloce della propria azienda. Un’opportunità concreta, accessibile a chiunque abbia un atteggiamento positivo e attivo, personalizzabile in base alle aspettative e preferenze di ciascuno. Da oggi puoi unirti al nostro gruppo in meno di 60 secondiSegui le istruzioni alla pagina dedicata: non ti costa nulla, ma può cambiare per sempre il destino del tuo business.

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