HOME CHI SONO BLOG CORSI DIAGNOSI AZIENDALE C O N T A T T A M I Login

Progetto di rebranding: che cos'è e come funziona

Caro imprenditore, oggi voglio parlarti di un tema secondo me poco trattato ma di vitale importanza per chi si trova in difficoltà con il proprio business.Non so se sia il tuo caso, ma per tante attività grandi e piccole arriva prima o poi il momento di “svecchiarsi”, passami il termine, e riprendere in mano i principi cardine che danno senso e valore al brand in questione. Così è stato per la Coca Cola, per la Nike, per Nintendo e per altri colossi, Google compreso. Ma il tema riguarda in realtà chiunque, dai negozio dietro casa al ristorante in pieno centro storico. Voglio allora spiegarti meglio cosa bisogna fare per gestire un progetto di rebranding (o ribrandizzazione).

Prima però ti chiedo come faccio sempre un favore senz'altro alla tua portata: ho impiegato molto tempo e molte energie per scrivere questa guida pratica, in due clic potresti condividerla e aiutarmi a diffondere il contenuto ai tuoi contatti. Ti andrebbe di esaudire questa richiesta a costo zero?

Bene, adesso che siamo pronti possiamo cominciare. Iniziamo parlando dei vari casi principali in cui può rendersi necessario un progetto di rebranding e sia digitale che offline. Partiamo con la situazione tipica a cui accennavo in apertura: lo svecchiamento di un'attività.

I CASI DI REBRANDING, OVVERO: QUANDO RIVEDERE IL BRAND

Se cerchi su un motore di ricerca qualunque “logo Coca Cola negli anni” o combinazioni simili, il primo articolo che dovresti trovare è questo pubblicato da Coca Cola stessa: Coca Cola: storia di un marchio. In questo post viene riportata l'evoluzione del logo dal 1887 a oggi (ebbene sì, Coca Cola esiste da più di un secolo!). In questi 100 anni secondo te il logo è rimasto invariato? Tutt'altro, le modifiche – significative o blande – sono state ben nove. Questo ha permesso a Coca Cola di rimanere al passo con i tempi, ma soprattutto di aggiornare il proprio look nel rispetto dei cambiamenti e delle novità che hanno accompagnato l'azienda (nel caso di Coca Cola il colore rosso del packaging ad esempio, introdotto dal 1958). Inutile dire che il rebranding non tocca per forza solo il logo ma anche altri aspetti, come l'immagine coordinata, lo slogan o il payoff. Ci arriveremo nei capitoli successivi, prima riassumiamo le casistiche più comuni in cui è opportuno valutare un progetto di rebranding:

Svecchiamento: il caso della Coca Cola è emblematico. Dopo un certo periodo cambiano i font, le tendenze, i paradigmi culturali, e se non vogliamo sfigurare, è d'obbligo rimboccarsi le maniche, analizzare la situazione con lucidità e cercare di capire in quale direzione andare.

Brand reputation: altro caso tipico di rebranding è legato alla cattiva reputazione che l'azienda comincia a maturare nei confronti del pubblico. Il web, in particolare, ha mostrato le debolezze delle aziende meno preparate, che da piattaforme come Google Business, Trust Pilot, Facebook e altre hanno iniziato a collezionare giudizi negativi. Il rebranding può presentarsi come una exit strategy valida per ricominciare con un'altra immagine e, se necessario, un altro nome.

Crisi dell'azienda: l'esito forse peggiore è quello della crisi aziendale, che non è detto sia una crisi della struttura o dell'impresa nel suo complesso. Può darsi ad esempio che un certo prodotto (vedi i DVD del fu Blockbuster) o un certo servizio (la ristorazione tradizionale) vengano sostituiti da altri. Bisogna allora correre ai ripari e prevedere in anticipo i mutamenti dell'epoca in cui si opera: anche qui, il rebranding può cambiare il destino del business.

COME FUNZIONA IN CONCRETO IL REBRANDING: COSA FARE

La ribrandizzazione non è quasi mai l'attuazione di una singola attività di salvataggio. Nel mio lavoro di marketing coach ho sempre utilizzato più strumenti per ridare lustro a un brand e presentarlo al mercato sotto una nuova luce. Nella moltitudine di elementi che concorrono all'ideale di brand aziendale è facile individuare alcuni punti già in minima parte toccati in questo stesso articolo. Eccoli nel dettaglio:

Il rebranding del logo

Come abbiamo detto per Coca Cola, il rebranding del logo è il primo e più evidente aspetto sul quale lavorare. D'altra parte il logo è ciò che rappresenta l'azienda agli occhi dei consumatori, configurandosi dunque come l'elemento a cui si associa il brand a colpo d'occhio (pensiamo alla mela di Apple o al cavallino della Ferrari).

Il rebranding del payoff

Il payoff è la frase – di solito molto breve – che accompagna il logo. “I'm lovin'it” di Mc Donald's è un esempio famosissimo di payoff in cui possiamo intravedere una sorta di evoluzione. Se all'inizio non esisteva alcun payoff, dal 2003 è stato lanciato per la prima volta in tedesco lo slogan Ich Liebe Es, poi divenuto l'attuale I'm lovin'it.

Il rebranding di un prodotto / servizio

Il rebranding non investe sempre e soltanto l'azienda nel suo complesso. A volte il rebranding tocca un singolo prodotto (o una linea di prodotti) o, più di rado, un singolo servizio. In questo caso logo, payoff e immagine coordinata non subiscono particolari modifiche: ciò che viene rivoluzionato in modo totale o parziale è il prodotto o servizio, in ottica di successiva re-immissione sul mercato o di aggressione di un mercato estero fino a quel momento escluso.

Il digital rebranding

Un caso secondo me peculiare di rebranding è limitato al digitale, universo parallelo dove tutto è possibile... e modificabile. Pensiamo a un'azienda che vuole vendere il suo prodotto di punta, un pannello solare flessibile di ultima generazione. L'azienda in questione potrebbe chiamarsi NewPower ed essere impegnata su più fronti. Il nome però non si adatta alla perfezione per un prodotto come i pannelli solari, si decide quindi per un nome apposito per il web, canale in cui il pannello fotovoltaico (in inglese PV) verrà venduto in tutto il mondo. Il nome potrebbe essere SunPower, con un payoff dedicato “The Future of PV”. Non dobbiamo credere insomma che l'azienda debba avere un solo brand, un solo logo e un solo payoff. La libertà del web ci dà modo di giocare le nostre carte come vogliamo!

IL RUOLO DEL MARKETING COACH IN UN PROGETTO DI REBRANDING

Permettimi ora di aprire una piccola parentesi sul marketing coach e sul suo ruolo in un progetto di rebranding. Come puoi immaginare la coordinazione di un progetto di rebranding è decisiva: bisogna gestire le tante figure coinvolte, dai grafici al copywriter, dal team di sviluppo del sito ai responsabili marketing. Ecco che il contributo di un “regista” qualificato diventa imprescindibile per traghettare il brand dal precedente assetto al nuovo. Ti consiglio a questo proposito di leggere i post che pubblico nel mio blog, o in alternativa di iscriverti ai miei corsi dedicati alle piccole e medie imprese. Scoprirai così come rinnovare la tua attività in caso di svecchiamento, brand reputation negativa o crisi dell'azienda, senza per questo spendere un capitale e senza rischiare di fare un buco nell'acqua. Non dimenticare che in ballo c'è il futuro del tuo marchio: se pensi che sia troppo tardi, fidati di me, vale la pena fare almeno un tentativo, nel caso migliore potresti assistere alla rinascita inaspettata di un business sul quale nessuno avrebbe più scommesso un centesimo. Vogliamo provarci insieme?

Sei un Imprenditore?

Conosci il sistema che utilizzano le aziende per crescere velocemente?

Accedi ora GRATIS al WORKSHOP PMI SYSTEM

Close

Sei un Imprenditore e non vuoi effettuare la Diagnosi Aziendale® della tua Azienda?

Schedula oggi stesso la tua sessione per effettuare insieme a Lodovisi, il primo Marketing Coach d'Italia specializzato in Piccole Medie Imprese, la tua Diagnosi Aziendale. Scopri come puoi raggiungere i tuoi risultati partendo dalla DIAGNOSI AZIENDALE®
OTTIENI MAGGIORI INFORMAZIONI
Close

85% Completato

Sei un imprenditore?

Conosci il sistema che utilizzano le aziende per crescere velocemente?

Accedi ora GRATIS al WORKSHOP PMI SYSTEM