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I 10 fattori di salute per capire se un'attività va bene

Come riconoscere se un'attività va bene o non va bene? Si tratta solo di una questione di fatturato? O vanno presi in considerazione anche altri fattori? In un'epoca dominata dalle start up, dove aziende consolidate falliscono e altre neonate conquistano in pochi anni il mercato, i parametri per capire se un'attività è florida e ha discreti margini di crescita vanno ben oltre il guadagno. Non parliamo di capitalizzazione, ovvero di raccolta di quote societarie e investimenti azionari capaci di “gonfiare” ad arte un'azienda. Non voglio fare il trader o il guru da quattro soldi: ci sono già troppi personaggi discutibili in giro nel web e su Youtube.

Io parlo per esperienza diretta, perché ormai faccio il mestiere del marketing coach da 10 anni, e i segnali positivi o negativi per capire se un'attività commerciale o industriale è in buona salute li conosco tutti. In questo articolo ho voluto quindi raccogliere alcuni sintomi, o fattori, che possono indicarci se una società o un gruppo sono in pericolo oppure no. Credo e spero che una lista del genere ti aiuterà a identificare gli elementi di rischio e i campanelli di allarme, evitando di cadere in facili entusiasmi e approfittando delle occasioni che il mercato ci offre in questi tempi così frenetici e altalenanti. 

1) ASSUNZIONE DI PERSONALE / APERTURA NUOVE SEDI 

Un'attività che assume nuovo personale o apre nuove sedi, anche in franchising, è un'attività in espansione, che sta crescendo o che punta a crescere e rafforzare la propria posizione di mercato. Non è certo un fattore così affidabile se preso isolato (ma questo vale per tutti gli elementi della lista), ma può dare una prima idea abbastanza indicativa di come l'azienda sta vivendo il periodo storico contingente, se con fiducia e serenità o con timore e prudenza. La classica pagina “Lavora non noi” è una valida base di partenza, in alternativa è sufficiente un'email di richiesta o una telefonata a scopo informativo.

2) DISTRIBUZIONE PUNTI VENDITA IN ITALIA E ALL'ESTERO

Quanti negozi ha la tua attività o quella del tuo competitor? Dove sono distribuiti questi punti vendita? In Italia? O anche all'estero? Se all'estero, in quali paesi? Ancora una volta, non si tratta di un indicatore infallibile, ma è ovvio che in termini di forza e capitale, un marchio con decine o centinaia di locali (siano essi pub, alberghi, boutique o altro) rispetto a uno stesso marchio con una sede soltanto risulterà molto più strutturato. Attenzione però, perché più si cresce, più si è esposti alle tempestedel mondo globale: meglio quindi valutare insieme a questo i restanti parametri in lista.

3) DIVERSIFICAZIONE DEL CATALOGO PRODOTTI 

La diversificazione del portfolio è uno dei principi essenziali di un buon investitore, e questo vale anche per le attività presenti sul mercato. Diversificare il catalogo di prodotti è una mossa lungimirante, che permette di ampliare il numeri di accessori e servizi connessi, e di evitare i pericoli di un brand troppo di nicchia. Qualche spunto in più lo puoi trovare nell'articolo Come aumentare lo scontrino medio pubblicato un paio di anni fa nel mio blog ma sempre attuale.

4) ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO CLIENTI

Come è organizzato il servizio clienti? C'è qualcuno che risponde al telefono se viene chiamata la sede centrale? E ancora: cosa prevede la policy di reso di un prodotto? Nel 2021 il supporto di un customer care come si deve è imprescindibile: viviamo nell'epoca dell'assistenza da remoto, degli acquisti online, dei messaggi tecnici via WhatsApp e email, delle newsletter e dei video tutorial Yotube. È così difficile capire che un servizio clienti non è un aggiunta ma una colonna portante per qualunque business, offline e digital oriented?

5) PREMI E RICONOSCIMENTI OTTENUTI

I premi, si sa, lasciano il tempo che trovano, ma a volte alcuni riconoscimenti hanno un certo peso sia nel B2B che nel B2C. Penso ad esempio ai premi per la qualità e affidabilità di un ecommerce, o a quelli per il design di un prodotto. Non occorre vincere questi premi, è già un traguardo avere in catalogo oggetti che hanno vinto il premio tal dei tali (lampada dal miglior design, tanto per dirne una). Un trucco? Inserisci in catalogo uno o più di questi prodotti e sfrutta a tuo vantaggio il prestigio del riconoscimento stesso.

6) AMPIEZZA DEL PUBBLICO E DELLA FANBASE

In una società digitalizzata come la nostra, lo stato di salute di un'attività si evince in maniera abbastanza empirica dalla sua fanbase e dall'ampiezza del pubblico nei vari social media presidiati. Da Facebook a Youtube, è abbastanza facile e immediato intuire le potenzialità di crescita di un marchio nel lungo termine, la sua appetibilità agli occhi delle persone e la capacità di colpire e coinvolgere il target al momento giusto. Anche qui non servono strumenti particolari, basta avere un occhio “allenato”.

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7) ESISTENZA DI UNA BRAND IDENTITY VIRTUALE

La popolarità di un brand, come avrai capito, è un buon indice della sua salute. Di pari passo, ti consiglio di analizzare la brand identity virtuale, ovvero il profilo del marchio nella sua completezza. Sito web, pagina LinkedIn, recensioni sul web (v. prossimo punto), ecc ecc. Un'attività sconosciuta e con poco “sentiment” è un'attività che nasconde qualcosa o che non riuscirà mai a superare i propri limiti di crescita e vision, rimanendo ancorata a confini invisibili ma non per questo meno vincolanti.  

8) RECENSIONI CLIENTI E BRAND REPUTATION

Oltre all'identità, ogni attività e ogni brand può essere distinto dagli altri in ragione della sua reputation, un parametro legato a sua volta alle recensioni positive o negative sul marchio, ma anche agli articoli scritti da blogger e giornalisti. Attenzione a questo punto: un domani, nei risultati di ricerca di Google, potrebbe finire anche la news di un portale o di un blog di cui non eri a conoscenza, ma che finirà per influenzare l'opinione delle persone che dovranno decidere se comprare o meno da te o dare la preferenza ad altri competitor.   

9) FREQUENZA DI CREAZIONE CONTENUTI

Un'attività in salute è un'attività in fermento, disposta a investire tempo, energie e risorse per creare contenuti di qualità. Articoli, ma anche video, immagini e contenuti in generale da veicolare offline e online. Un'occhiata veloce all'ultimo aggiornamento pubblicato su Facebook o all'ultima notizia condivisa nella sezione news può farti capire in un batti baleno se un'attività è strutturata, quali sono i suoi programmi e che cosa sta offrendo al suo pubblico. Meglio di tante analisi di mercato, e soprattutto gratuito.

10) PRESIDIO DEI CANALI SOCIAL

L'ultimo fattore di salute di un'attività può essere rintracciato nei social media, e quindi nei presidi dei vari canali a disposizione del brand. Di nuovo: in pochi minuti e senza alcuna esperienza, puoi verificare tu stesso se qualcuno risponde ai commenti delle persone, se si preoccupa di fornire informazioni aggiornate, se ha un minimo di cura per l'immagine e la grafica... piccoli dettagli che tuttavia, sommati insieme, decretano se un'attività sta effettivamente bene oppure no.

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